“Fu una delibera del novembre 2012, firmata dall’ex direttore generale della Asl Roma A Camillo Riccioni, a stabilire la necessità del “Rifacimento in urgenza della copertura a seguito di rottura del manto per vetustà e obsolescenza”. Il voto della giunta Polverini definì lo stanziamento di risorse, quantificate in 804.123 euro ma, a tutt’oggi, non si intravede opera alcuna, anzi”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che insiste. “Sappiamo che domani, venerdì 20 febbraio, il presidente Zingaretti è stato convocato al Consiglio regionale straordinario sulla sanità e, tra tanti interrogativi impellenti, ci auguriamo che risponda anche a questo. Che fine hanno fatto quei fondi? Quanto si è risparmiato realmente dalla chiusura del San Giacomo che risale al lontano 31 ottobre 2008? Quanto si è perso, in termini di assistenza ai cittadini, di file inesauribili nei pronti soccorsi, di cure interdette a chi si senta male nel pieno centro di Roma. Questa sarebbe la città che vogliamo portare alle Olimpiadi? Alcune cifre le forniamo noi: fino al 2013 l’ospedale chiuso è costato alla collettività – soltanto di utenze che ci auguriamo ora disattivate – almeno 150 mila euro l’anno e attualmente ancora si paga il servizio di vigilanza. Per non parlare dei milioni, circa 20, per costose ristrutturazioni e acquisto di sofisticate apparecchiature, autorizzate da quella stessa giunta che ne ha sbarrato le porte. AssoTutela crede sia l’ora di vederci chiaro in tutto ciò e in tutta l’operazione sanitaria-immobiliare che è dietro a tali alienazioni e svendite di pregiato patrimonio pubblico”, conclude il presidente.

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