“La corsa a liberare l’ospedale, che non è chiuso come la nomenklatura regionale vuole far credere, fa le prime vittime. Ieri mattina, 26 gennaio, tra le 7:30 e le 8 nel nosocomio di Monteverde si è verificato un black out che avrebbe potuto avere nefaste conseguenze”. Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che insiste: “Sembra che da alcune settimane, gli incaricati tecnici cui è demandato il compito dello sgombero, vadano in giro per servizi e uffici chiedendo a ignari impiegati, funzionari, medici e infermieri, di liberare nel più breve tempo possibile, anche se non è chiara la futura destinazione. Per convincere i giustamente riluttanti dipendenti, sembra che gli stessi tecnici comunichino senza mezzi termini che “ben presto saranno tagliate a reparti e uffici acqua e luce”. Cose dell’altro mondo – tuona il presidente Maritato – contestualmente, squadre di geometri di provenienza regionale, si intrufolano in tutti i reparti, senza alcuna autorizzazione della direzione generale, con l’incarico di effettuare il censimento dei beni e assicurare la vigilanza della struttura. Per questo, c’è il sospetto che il black out sia frutto di un ‘errore’ dettato dalla furia di quella che somiglia a una vera e propria deportazione. Per fortuna sembra non ci siano state conseguenze per i malati, che ancora sono in gran numero, e per i medicinali anche costosi che, di questo passo, potrebbero rischiare il deterioramento con spreco di migliaia di euro”, conclude il presidente.

Roma, 27 gennaio 2015

Redazione

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