Dal boom dei sistemi di comunicazione, alla tanto agognata libertà di stampa sino ad arrivare ai giorni nostri con blog, siti, fanpage, dovrebbe ormai essere chiaro come chiunque sia armato di ‘carta, penna e calamaio‘ (o meglio foglio di Word, PC e wifi) possa cimentarsi nella splendida arte della scrittura.
Ma nelle arti l’eccessiva democrazia può tramutarsi da opportunità in indecenza, permettendo a chiunque (proprio chiunque!) di esprimersi, con il rischio non indifferente di annegare nel mare delle castronerie web.
Per intenderci, c’è un’abissale differenza tra chi scrive la propria opinione con cognizione di causa e chi cerca di inventare storie cui dare poi un fondamento scientifico/politico/economico per sfondare lo schermo degli utenti.
Dunque, considerato il grande rispetto che ho per i padri della letteratura, e avendo visto nelle ultime settimane che tutti, dal serial killer grammaticale al fantasioso letterato-politologo di turno, si sono espressi in merito ai recenti fatti di politica estera, reclamando a gran voce “libertà di stampa” salvo poi scivolare sulle congiunzioni divenute verbi.
Ho preferito chiedere aiuto ad una rubrica che Umberto Eco (Il nome della Rosa, per intenderci) ha tenuto per l’Espresso dall’85 al ’98, titolata ‘La Bustina di Minerva‘, che qualche tempo dopo divenne anche un libro, dove ha tra gli altri fornito alcuni consigli per la scrittura da seguire ciecamente.
A voi!
1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.
2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.
3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.
4. Esprimiti siccome ti nutri.
5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.
6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.
7. Stai attento a non fare… indigestione di puntini di sospensione.
8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.
9. Non generalizzare mai.
10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.
11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”.
12. I paragoni sono come le frasi fatte.
13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).
14. Solo gli stronzi usano parole volgari.
15. Sii sempre più o meno specifico.
16. L’iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.
17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.
18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.
19. Metti, le virgole, al posto giusto.
20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.

