Il 26 Dicembre indica per molti una tregua, seppur momentanea, dal pranzo/cenone/pranzo che inizia il 24 e finisce il 25 sera, tra bagordi e risate tra parenti e amici; ma per qualcuno non sempre è così, e se è vero che lo spirito del Natale è pensare a chi il Natale non può viverlo come tutti, anche oggi un pensiero deve andare a chi ha perso molto, senza ipocrisia, ma con la sola voglia di capire e di imparare, portando con sé il ricordo di un disastro naturale che ha stroncato migliaia di vittime.


Già da ieri, in Indonesia, Thailandia e Sri Lanka, sono numerosissime le cerimonie di commemorazione a dieci anni dal terremoto e dallo tsunami che il 26 Dicembre 2004 ha devastato le coste e portato oltre 230mila vittime.
Religiosi e non, sopravvissuti e soccorritori hanno pregato in un grande raduno nella provincia di Aceh, vicina all’epicentro del sisma che provocò lo tsunami e che proprio in Indonesia fece il maggior numero di vittime.
Tantissime le corone di fiori deposte sulla spiaggia di Khao Lak, in Thailandia, dove tra le tantissime vittime vi furono anche innumerevoli turisti stranieri; in Sri Lanka i sopravvissuti e i parenti dei morti sono saliti a bordo dell’Ocean Queen Express, il treno -ad oggi restaurato- che venne travolto dalle onde a sud della capitale, con 1700 vittime.
I numeri fanno paura ed evidenziano con spaventosa chiarezza la debolezza dell’uomo dinanzi questi eventi naturali. Cosa rimane, a dieci anni da una tragedia del genere? In un primo momento la risposta mi era sembrata chiara: numeri che fanno rabbrividire, una tristezza immensa nel cuore e tante famiglie spezzate, amici scomparsi e mai più ritrovati.
Ma poi, pensando, col passare del tempo si è capaci di comprendere come il dolore serva solo a diventare più forti ed una volta metabolizzato l’accaduto si capisce che l’unica cosa di cui si ha bisogno in un momento come questo è stringersi tutti un po’ di più, tutti insieme, senza razze, religioni o colori. Tutti insieme, più vicini, per superare l’accaduto e per capire (e far capire) che chi è scomparso tragicamente in queste circostanze non è passato invano, per quanto il distacco sia stato doloroso.
Un pensiero va ai tanti scomparsi nello tsunami di 10 anni fa, ma anche agli innumerevoli altri disastri naturali, nella speranza che amici e parenti possano trovare la forza di andare avanti…

Simone Dei Pieri

Simone Dei Pieri. Classe '93. Si parla di quel che si può, semplicemente.

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Di Simone Dei Pieri

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