di Federica Iacovangelo

Avevo una dozzina d’anni, nel 2000, e ricordo quanto rimasi felice per aver ricevuto in regalo da mia madre il mio primo computer… Avevo solo un problema: non sapevo come si adoperasse quel macchinario enorme con mille pulsanti, perché allora a scuola non se ne parlava addirittura.

E’ incredibile osservare come nel mondo di appena un quindicennio fa ed in quello attuale vi sia stato un cambiamento così radicale nell’approccio dei minori ad Internet. E’ dall’alba del nuovo millennio, infatti, che abbiamo assistito alla diffusione crescente di accessi alla rete in tutto in mondo. Oggi, nel parlare di globalizzazione, Internet è di sicuro uno dei primi termini che al meglio descrive questo imponente fenomeno. E’ indiscutibile che ormai tutte le realtà sociali siano interconnesse, perché basate su reti simboliche che nella pratica rendono più agibile ogni qualsivoglia forma di relazione, sia essa amicale, commerciale, politica o economica. E appare ormai anche strano quando qualcuno ci riferisce di non avere un indirizzo di posta elettronica (ma questo è tutt’altro discorso, che per lo più dipende dalla voglia di non adeguarsi alla contemporaneità perché fortemente aggrappati alle proprie tradizioni, in cui era più difficile ma più stimolante il modo in cui ci si procuravano le informazioni).

Ciò che sorprende del mondo di oggi, a mio avviso, è l’assidua e continua presenza davanti allo schermo da parte di bambini, che ricorrono alla rete in età sempre più giovane. Facebook è il principale social con cui si confrontano, attraverso il quale possono pubblicare foto, commenti, video che in molti casi – e non è un’assurdità se pensiamo ai tanti casi di sparizioni annunciate, suicidi, atti di bullismo o anche violenze sessuali, fomentate da una foto un po’ troppo “spinta” – sono la genesi e la causa di tragedie, traumi ed abusi.

Un’indagine Istat ha rilevato che nel 2013, oltre la metà delle persone di età superiore ai 3 anni (il 54,3%) ha utilizzato il personal computer e oltre la metà della popolazione di 6 anni e più (il 54,8%) ha navigato su Internet. Rispetto al 2012, è risultato sempre più diffuso l’uso del personal computer in tenera età: tra i piccoli di 3-5 anni l’uso del pc ha registrato gli incrementi maggiori passando dal 17,4% del 2012 al 23,3%.

La tutela dei minori, dunque, viene compromessa da questa agevolata accessibilità alla rete; se in parte è possibile rimediare al problema ricorrendo a soluzioni tecniche, a strumenti come firewall, che filtrano i contenuti, a ciò aggiungerei che un maggior controllo da parte dei genitori potrebbe essere molto determinante.