di Sara Lauricella
Giuseppe ha fatto clic. Il suo sorriso e la sua tenacia sono stati per tanto tempo supporto e speranza per gli omosessuali e per le vittime di omofobia. La settimana scorsa Giuseppe ha ceduto alle vessazioni e l’insano istinto suicida ha preso il sopravvento su di lui. In tante occasioni ha sopportato le percosse, le ingiurie, gli “sfottò” di banali incontri o di persone che l’hanno visto crescere, allontanamenti misteriosi di persone che avevano saputo della sua omosessualità, ma lui era sempre armato del suo sorriso e glielo sbatteva in faccia con dolcezza e determinazione. Cosa c’era di sbagliato in lui: nulla…. Seguiva solo la sua natura ed amava come il suo corpo e la sua mente erano predisposti per amare, con quel rispetto che tante volte non era a lui riserbato. Ha fatto della sua scelta una scelta pubblica e ciò ha implicato che molti lo seguissero così come che molti lo perseguitassero. Tanti omosessuali ma anche tanti etero gli stavano accanto e lo seguivano nella vita ed in questa suo modo di essere, supportandolo ed al contempo traendo forza dalla sua sorridente tenacia. Lo dimostra anche il suo profilo sul social network…. In tanti con lui mentre era in vita… ed in tanti con lui anche dopo che si è estesa la triste notizia. E per cortesia non diciamo per l’ennesima volta che si trattava di un debole che non ha avuto il coraggio di andare avanti o di un tenero ragazzino che non aveva ancora una personalità formata o tante altre scuse che sono state inventate per casi simili! Semplicemente, a volte, nella vita chi ha combattuto troppo può arrivare al punto di essere stanco. E l’ennesimo commentino stupido diventa un sassolino capace di far crollare una montagna. Ho visto negli occhi di un suo amico la tristezza per il suicidio di Giuseppe, un sentimento dettato dalla consapevolezza che quel pilastro non ci sarà più, che l’amico di tante confidenze non potrà più parlargli, ma anche che il rispetto per la vita sessuale ed amorosa di ognuno di noi è ancora un obiettivo lontano, soprattutto in certi ambienti che fanno ancora finta di vivere secondo vecchi stereotipi. Ma qualcuno ha spiegato a queste “persone” che le differenze sessuali (così come tante altri tipi di differenza) sono sempre esistite? E che continueranno ad esistere? Costoro sanno che le rispettive diversità di ognuno di noi sono la ricchezza dell’essere umano e del mondo naturale? Forse sono ragionamenti e riflessioni troppo grandi per taluni esseri. Sembra che la lotta ai pregiudizi sia andata molto avanti, invece si scopre che ci sono ancora delle sacche di povertà intellettuale in cui il percorso educativo è ancora lungo da percorrere. Ma ognuno di noi adesso ha un compito: continuare a portare il sorriso di Giuseppe dentro i nostri cuori, parlare del sorriso di Giuseppe come messaggio di speranza per tutti gli omosessuali, innalzare il sorriso di Giuseppe a simbolo della tutela della ricchezza delle diversità. Ciao Giuseppe….


