di Francesco Moresi

Il 29 Luglio del 1981, ben 33 anni fa, nasceva ad Oviedo, Fernando Alonso, attuale pilota della Ferrari ed a detta di tutti, uno dei più grandi di sempre ad aver guidato una monoposto in formula uno.

Da cinque anni il pilota spagnolo, seppur con difficoltà, sta mantenendo per quanto possibile, la monoposto di Maranello a livelli alti, nonostante lo strapotere, prima della Red Bull ed ora della Mercedes. La dimostrazione a quanto detto è arrivata domenica scorsa nell’ultimo Gran Premio disputato in Ungheria, con il pilota spagnolo autore di una prova maiuscola, costretto a piegarsi solo ad un Ricciardo in stato di grazia. La sfortuna dell’intera carriera di Fernando, infatti, è quella di esser capitato al posto sbagliato nel momento sbagliato, parafrasando una frase pronunciata in passato da Niki Lauda, a tal punto da condizionare un palmares, comunque, di tutto rispetto.

Se si analizzano le statistiche del pilota spagnolo, ci si accorgerà ben presto che una delle sue peculiarità è proprio la costanza. Alonso, infatti, nonostante le difficoltà, le rivoluzioni interne (vedi addio di Domenicali) e frustazioni varie dovute ad impianti spesso insufficienti, ha sempre lottato per le zone alte della classifica, concludendo gli ultimi quattro mondiali non oltre il quarto posto in classifica generale (2°nel 2010, 4° nel 2011, 2° nel 2012, 2° nel 2013 e 4° nel 2014). Se poi si procede con il paragonare questi dati a chi affincava Alonso nella scuderia di Maranello (Massa e Raikkonen), la sensazione di trovarsi di fronte ad un campione assoluto ne esce ancor più rafforzata. Indiscutibile ed a tratti imbarazzante il confronto tra i punti totalizzati, quest’anno, dal pilota spagnolo e dal finlandese. In 11 gran premi, Alonso ha superato quota cento, totalizzandone ben 111, impietoso invece il raffronto con Raikkonen, fermo a 26 e mai in lotta per un piazzamento.

A conti fatti, si può dire, senza incappare in offese, che Alonso ad oggi è la vera ancora di salvezza della Ferrari, che farebbe bene a blindarlo e ad esaudire le sue richieste, poichè la data di scadenza del suo contratto si avvicina sempre più e pensare che le altre scuderie scatenino un’asta sul pilota spagnolo non sembra per nulla utopico.