di Chiara Pasquarelli
L’idea è nata così, con una frase buttata lì in una fresca serata di Luglio, una di quelle in cui non c’è niente da fare e allora ammazzi il tempo facendo interminabili giri in macchina.
Eravamo in tre: io, Sciascio e Stefania. L’estate era appena iniziata e si parlava del più e del meno, di quello che si sarebbe fatto ad Agosto, di quello che si sarebbe organizzato. Nulla di nuovo, i soliti eventi. E, come ogni estate, noi ragazzi saremmo rimasti ai bordi a guardare, senza avere voce in capitolo: un po’ perché la voce in capitolo non ce l’avrebbero mai data, un po’ perché non avremmo neanche tentato di prendercela.
Ricordo che parlavamo della Notte Bianca di Torricella, di quanto spazio avessero quei ragazzi lì che, partendo da una semplicissima associazione, erano riusciti a creare un evento così importante. Giovani che avevano portato in quel piccolo borgo pezzi importanti della Musica Italiana, che erano cresciuti e diventati grandi: insomma, ragazzi che avevano realizzato un sogno. Ne parlavamo con malinconia e, forse, anche con un pizzico di invidia. Non capivamo perché noi non potessimo fare una cosa del genere: Pizzoferrato di ragazzi ne ha e anche parecchi, tutti con idee e progetti, pensieri validi, concreti, fattibili. E allora, tra una parola e un’altra, Stefania esclama: “Basta: dobbiamo fare un’associazione giovanile”.
L’idea era stata lanciata e io e Sciascio l’abbiamo raccolta al volo. Il giorno dopo incontriamo Viviana. Le raccontiamo cosa avevamo pensato, che idea malsana c’era venuta in mente e lei ne rimane entusiasta. Inizia a fare progetti, parla della Notte Bianca che sicuramente saremmo riusciti ad organizzare. Addirittura, fa i conti: quanti soldi ci vogliono per fare questo, quanti per fare quello e così via. Mentre camminavamo, ci guarda e ci dice: “A settembre, prima riunione. Ci informiamo per lo statuto, sistemiamo le carte e partiamo”. Ci chiudiamo in casa per un paio di sere, cerchiamo lo statuto e contattiamo diverse associazioni giovanili per capire meglio come andava gestita la parte burocratica, quali fondi avremmo potuto ottenere, come bisognava muoversi. Nel frattempo, un’altra mente si era aggiunta al progetto: ne avevamo parlato con Irene e il giorno dopo lei già si stava informando dall’avvocato per far esaminare lo statuto. A fine agosto, io, Viviana, Stefania e Irene intensifichiamo i lavori: era lo sprint finale, il momento di rivedere tutte le carte, riesaminarle parola per parola. Stabiliamo la data della prima riunione, quella in cui avremmo presentato l’idea di un’associazione giovanile a tutti i ragazzi del paese: quella in cui, probabilmente, il sogno si sarebbe concretizzato. Decidiamo cosa dire, stampiamo i volantini e iniziamo ad attaccarli per tutto il paese. A noi si uniscono Giacomo, Loris, Peppe, Giovanni, Mirko che iniziano a proporre diversi nomi papabili per l’organizzazione, che iniziano a sputare qualche idea, che organizzano con noi il primo incontro.
Un lavoro intensissimo che porta a domenica 1 settembre. Ore 16:00. Ci ritroviamo presso la sala dell’ex parco. Io, che ero stata scelta come portavoce dei “fondatori”, mi ritrovo a parlare davanti a una cinquantina di persone. Parlo dell’idea che ci era venuta e cerco di far comprendere al meglio lo spirito con il quale avevamo dato il via a questo progetto. Stavamo cercando di costruire qualcosa di solido, una realtà che avrebbe potuto aggregare tutti i ragazzi; qualcosa di grande, un progetto che fosse in grado di migliorare Pizzoferrato. Perché è il nostro paese e, nonostante tutto, lo amiamo profondamente. Ricordo l’entusiasmo con cui parlai quel giorno: diventavo ogni momento più felice vedendo l’adrenalina assalire anche i giovani seduti davanti a me. Annuivano, sorridevano: a loro quell’idea piaceva e, forse, stavano aspettando soltanto che qualcuno la proponesse, che qualcuno osasse così tanto. Con una votazione per alzata di mano e con l’approvazione di tutti, domenica 1 settembre 2013 nasce l’ASSOCIAZIONE GIOVANILE, per la quale viene scelto anche il nome: “altreMENTI”. Euforia generale, tanti complimenti: “Bella idea! Bravi ragazzi!”. Ma noi “fondatori” non ci fermiamo e iniziamo ad organizzare la successiva riunione, quella in cui sarebbero stati eletti il presidente e il direttivo. Il 7 settembre vengono nominati 5 membri del direttivo (me, Erika Casciato, Francesco Di Pasquale e Roberto Pasquarelli) e un presidente (Viviana De Iuliis). Era tutto pronto: ora si poteva partire. Ora si faceva sul serio. Non sto qui a raccontare le mille peripezie e i mille problemi burocratici che ci siamo trovati ad affrontare per poter registrare l’Associazione; non vi sto qui a parlare delle male lingue e delle brutte voci che sono iniziate a circolare. Voglio solo che sappiate quanto entusiasmo c’è dentro “altreMENTI”: i ragazzi, soprattutto i più piccoli, hanno una voglia di fare fuori dal comune; sono entusiasti e propositivi ed è per loro che lavoriamo. Ci sono 73 iscritti sul registro dei soci; ci sono una quarantina di tesserati che stanno dando il loro contributo all’associazione senza lamentarsi e senza fare polemica. Ragazzi che collaborano e lavorano con noi, rispettando a pieno i principi, le idee e condividendo gli obbiettivi dell’associazione stessa: è per loro che abbiamo organizzato la giornata all’Eurochocolate di Perugia, quella del 20 ottobre; è per loro che abbiamo organizzato le due feste di Halloween (quella per i bambini e la serata per i più grandi). Ecco, questa, in breve, è la storia di com’è nata “altreMENTI”.
Siamo tutti fieri ed orgogliosi di quello che abbiamo creato ma siamo anche consci di quanto le cose siano difficili e complicate. Quindi, se vogliamo che questo progetto cresca e si fortifichi, se vogliamo che questa associazione vada avanti e duri e trionfi e realizzi eventi spettacolari abbiamo bisogno dell’entusiasmo e della collaborazione di tutti. Vogliamo costruire una famiglia forte, solidale e collaborativa; una famiglia composta da gente onesta e serena, che faccia l’interesse di tutti e cerchi di rendere più grande questo paese.
Questo è Pizzoferrato, questi siamo noi, questa è “altreMENTI”.
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