di Simona d’Onofrio
Ancora storie di coppie su cui incombe il dolore di non poter avere figli. Ancora storie di coppie che ricorrono al denaro pur di averne uno.
La storia risale allo scorso febbraio, quando all’ospedale San Camillo nasce un bambino prematuro, che viene dimesso dopo due mesi di cure intensive.
Il papà del piccolo, però, non assicura di poterlo portare per i successivi controlli, mentre la madre si è recata pochissime volte in ospedale. Si mobilitano i servizi sociali, che convocano i genitori del bambino. Si presenta l’uomo della coppia in questione e dice di essere lui il padre del piccolo, nato da una relazione extraconiugale con la donna rumena. L’uomo racconta inoltre di aver riconosciuto il bambino all’anagrafe, prendendosi le proprio responsabilità. La moglie lo avrebbe persino perdonato, dopo aver conosciuto la verità, è insieme cresceranno il bambino. Ben presto, però, i servizi sociali scoprono che il documento dell’anagrafe è falso e lo è anche la relazione extraconiugale. La cruda verità è che l’uomo e la ragazza romena si sono conosciuti quando lei era incinta di sette mesi, tramite il fratello di lei che conoscendo il grande desiderio di lui di avere un bambino, ha pensato che avrebbe potuto occuparsi del piccolo in arrivo. L’uomo avrebbe pagato 300 euro per avere il bambino, dicendo alla mamma di rientrare in Romania. Avrebbe pensato lui ai documenti. Ora entrambi rischiano un processo.
Due forme diverse di disperazione, che però generano nello stesso modo, una forma di deprecabile mercato.


