Anormale leggere pornografia a Scuola. Assalto violento della sinistra ai valori e al diritto delle famiglie di poter educare i propri figli.
“Leggere testi di natura pornografica a scuola è gravissimo, al di là se si tratti o meno di storie omosessuali. Non manderei mai un figlio in una scuola pubblica dove i professori recitano invece che i versi della Divina Commedia, intrecci che narrano di rapporti orali, in questo caso tra due uomini. Altro che denunce, qui serve un intervento risoluto del Ministro e provvedimenti immediati contro i docenti”, lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale, che annuncia un’ulteriore interrogazione sul tema al presidente Zingaretti sui fatti del Giulio Cesare.
“Zingaretti deve ancora rispondere a un’interrogazione presentata dal sottoscritto assieme ai colleghi Gramazio e Righini in cui si chiede l’annullamento del progetto di intervento formativo nelle scuole “Bulli e Pupe, ragazzi che faticano a crescere” presentato dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, atto in cui si fa riferimento anche al progetto dell’Unar “Educare alla diversità a scuola”. Poi oggi sentiamo che per una settimana Roma Capitale, dopo le luminarie rainbow, si appresta a promuovere la settimana della cultura LGBT, tacciando come razzista chi si oppone a queste iniziative. La sinistra sta preparando un violento attacco alla famiglia, ai valori e vuole coltivare con arroganza il progetto di moralizzazione dei nostri ragazzi, togliendo di fatto il diritto delle famiglie di poter educare i propri figli. E chi parla di questo è condannato all’omofobia, nonostante la legge Scalfarotto non sia stata ancora approvata”, conclude Santori.
Roma, 29 aprile 2014
NEL SEGUITO INTERROGAZIONE ANCORA SENZA RISPOSTA
Al Presidente del Consiglio Regionale del Lazio
On. Daniele Leodori
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
Oggetto: chiarimenti in merito al progetto di intervento nelle scuole “Bulli e pupe, ragazzi che faticano a crescere”, promosso dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli in collaborazione con la ASL Roma E, con il contributo del’Assessorato Formazione, Ricerca, Scuola e Università della Regione Lazio
I sottoscritti Consiglieri Regionali, Fabrizio Santori, Giancarlo Righini, Luca Gramazio:
Premesso che
“Bulli e pupe, ragazzi che faticano a crescere”, è il nuovo progetto di intervento nelle scuole del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli che, in collaborazione con la ASL Roma E e con il contributo dell’Assessorato Formazione, Ricerca, Scuola e Università della Regione Lazio, intende prevenire e contrastare ogni forma di bullismo, in particolare il cyberbullismo, e il bullismo omofobico e transfobico;
Il progetto prevede incontri informativi e formativi nelle scuole rivolti a studenti, docenti, personale scolastico e famiglie;
l’Art. 30 della costituzione sancisce che “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio”;
Considerato che
Appare evidente l’intenzione di mascherare un’attività di indottrinamento di genere con un’iniziativa antidiscriminazione;
in particolare, con la scusa di contrastare una fantomatica emergenza “omofobia” le reti di associazioni e collettivi LGBT perseguono il fine di una vera e propria rieducazione di bambini e ragazzi nei delicati ambiti della morale e della sessualità, circa i quali è la famiglia che detiene la massima potestà educativa e non altri enti sociali;
Il Direttore dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali costituito presso la Presidenza del Consiglio, Dipartimento Pari Opportunità), Marco De Giorgi, ha commissionato e autorizzato la diffusione di tre opuscoli intitolati “Educare alla diversità a scuola”. Questi libretti, destinati agli insegnanti, hanno il preciso scopo di infondere agli alunni l’ideologia “gender”, dalle scuole elementari fino a quelle superiori, con precisi avvertimenti ai docenti della pericolosità e del ruolo diseducativo di particolari indirizzi dati ai ragazzi dalla famiglia, nonché dalla religione e dalla Chiesa;
L’UNAR sembrerebbe agire in materia non di propria competenza e oltretutto violerebbe l’obbligo di imparzialità, in quanto risulterebbe essersi avvalso della consulenza di un gruppo di lavoro costituito esclusivamente da 29 Associazioni LGTB, oltre che dall’Istituto Beck, i cui notori pregiudizi antireligiosi “sono stati inseriti nei tre opuscoli con l’ennesima inaccettabile critica al ruolo educativo della famiglia e della morale cristiana”;
La Manif Pour Tous Italia e il Forum delle Associazioni Familiari dell’Umbria già da tempo stanno diffondendo un vademecum ad uso dei genitori per proteggere i propri figli dall’indottrinamento pro ideologia del gender che ha iniziato a svolgersi negli istituti scolastici di tutta Italia, dagli asili alle superiori, tramite incontri con rappresentanti delle associazioni gay o esponenti della “cultura omosessuale” e con la diffusione di materiale didattico “gay friendly”;
E’ stato approvato dal Consiglio Regionale, l’Ordine del Giorno collegato alla Proposta di Legge n. 33, avente ad oggetto “Tutela della donna nel matrimonio tradizionale e tutela della libertà d’espressione a fronte della Proposta di Legge nazionale contro l’omofobia e la transfobia” che impegna la Giunta a perseguire l’obiettivo dell’educazione e prevenzione contro la violenza nella regione per tutti i cittadini indifferentemente dal sesso e senza sposare posizioni culturali marginali e marginalizzanti che puntano a segregare le donne dagli uomini in base alle pretese di “culture di genere” totalitarie e antidemocratiche;
Ritenuto che
Non è possibile accettare forme di indottrinamento dei giovani attraverso programmi “governativi”, anche perché esse si pongono in netta contraddizione, tra l’altro, con l’art. 26, terzo comma, della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, firmata a Parigi il 10 dicembre 1948, il quale sancisce testualmente che «i genitori hanno un diritto prioritario nella scelta del tipo di formazione che deve essere data ai loro figli».
nell’odierna situazione di crisi, le condizioni degli istituti scolastici, in cronica penuria di risorse finanziarie, meriterebbero ben altri investimenti pubblici;
Federico Iadicicco, dirigente regionale di FDI-AN, per primo ha denunciato questo progetto di indottrinamento di genere mascherato da iniziativa antidiscriminazione, invitando il Presidente Zingaretti a prendere le distanze da questa iniziativa;
Premesso e considerato tutto ciò
interroga il Presidente della Giunta della Regione Lazio, On. Nicola Zingaretti e l’Assessore alla Scuola, On. Smeriglio al fine di sapere
l’ammontare del contributo destinato al Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli” per tale progetto e il relativo capitolo di spesa;
il ruolo svolto dall’ASL RM E e il numero del personale impiegato;
l’elenco delle scuole coinvolte in tale progetto;
se intende chiedere dimissioni presidente UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali costituito presso la Presidenza del Consiglio, Dipartimento Pari Opportunità), Marco De Giorgi;
se intende annullare il progetto “Bulli e pupe, ragazzi che faticano a crescere”, poiché non in linea con l’ordine del giorno di istruzione alla Giunta n.133 del 5 marzo 2013, approvato dal Consiglio Regionale a tutela della famiglia tradizionale.
Santori
Righini
Gramazio


