L’inchiesta sul caso Stamina è stata chiusa. Non buone notizia per quanti hanno per lungo tempo confidato in questa cura per i propri figli. Venti sono le persone indagate: anzitutto il presidente e il vicepresidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni e Marino Andolina, oltre a loro sono coinvolti anche neurologi, biologici, otto medici degli Spedali Civili di Brescia e anche un membro dell’Aifa, ovvero Agenzia Italiana del Farmaco. Davide Vannoni è inoltre accusato di esercizio abusivo della professione medica e violazione delle norme della privacy, visto che aveva mostrato alcuni video di alcuni bambini malati Facebook a scopi pubblicitari.
Tanta gente, dunque, sarebbe stata truffata: circa sessanta i pazienti che, pensando di aver trovato una cura miracolosa, sarebbero stati, invece, vittime di uno sporco gioco di interessi. Finiti tra gli indagati, anche coloro che hanno finanziato il metodo Stamina, tra cui Gianfranco Merizzi, presidente dell’associazione farmaceutica Medestea, il principale finanziatore del metodo. Ora sarà chiesto il rinvio a giudizio per gli indagati, che nel frattempo avranno modo di compilare e presentare le memorie difensive. Sarà un giudice, alla fine, a stabilire se questo metodo, che aveva promesso di curare le malattie degenerative attraverso l’uso di cellule staminali, si sarà rivelato una mera e meschina truffa.



