CONVEGNO ONPS PER LA DIGNITA’ E CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNEdi Sara Lauricella

La Regione Lazio ieri 09 aprile 2014 ha ospitato il convegno studi organizzato dall’Osservatorio Nazionale Permanente sulla Sicurezza e da Fidapa sulla tematica “Tutela della dignità ed incolumità fisica e psicofisica della donna attraverso la cultura del rispetto”. Un’intera giornata in cui si sono succeduti medici, avvocati ed ad addetti alla tutela delle donne, scandagliando le varie situazioni che possono portare ad atti di violenza , le forme di tutela giuridiche e le proposte politico-sociali effettuabili. Molto trattato è stato il tema delle violenze in famiglia e di come il partner possa mutarsi, da fondamentale appoggio e compagno di vita, in usurpatore della dignità della donna fino a divenirne, a volte, il carnefice. Le analisi son partire dai terrificanti dati degli accadimenti italiani e delle tristi percentuali che ci pongono tra i vertici europei in fatto di femminicidi (1 donna uccisa ogni 1,5 giorni). Questo dato diventa particolarmente allarmante se si pensa che ad esso vanno aggiunti tutti i casi noti di violenza fisica sulle donne e, soprattutto, tutti i casi non noti in cui la violenza non viene denunciata. Il sottobosco della paura e della mancanza di autostima da parte della donne può essere un ottimo fertilizzante per l’incremento di tali crimini. Camuffare l’aver subito violenza con incidenti è, purtroppo, uno delle grandi problematiche da risolvere per poter intervenire in caso di maltrattamenti. E’ stato analizzato come si parta spesso da semplici maltrattamenti verbali per poi scendere sempre a livelli più bassi di dignità in cui il criminale diventa sempre più forte e la vittima via via più debole. L’azione indebolente dal punto di vista psichico diviene debilitante anche nel corpo e per tutta la struttura familiare, coinvolgendo i figli, i nonni ed i parenti. Ma è stato affrontato anche il tema delle violenze in ambito lavorativo e sociale che sovente diventano dei veri e propri atti di mobbing e stalking. Uno delle risultanze più agghiaccianti è stato che non abbiamo dati certi e completi in quanto le denunce presso le pubbliche autorità sono parziali e non vengono confrontate con i dati in possesso dalle varie associazioni e dei punti di ascolto ed assistenza delle vittime. Mancano le forme di scambio informazioni e di scambi di interventi, così come una specifica formazione tra i vari operanti nel settore. Obiettivo del convegno è infatti stimolare l’opinione pubblica ad essere recettiva all’argomento, ad interloquire con gli operatori e a far si che gli operatori creino una rete che parta dalle informazioni e che termini in una strettoia in cui intrappolare il molestatore in via preventiva rispetto al crimine. Perché il vero problema da affrontare è che intervenire quando la violenza è stata già perpetrata, che ricordiamo può portare anche alla morte, è solo punitivo e non risolutivo del problema, mentre intervenire in tutte le fasi di “preparazione” della violenza stessa è la salvezza di vite umane, la salvezza di un ambiente familiare insalubre, e perché no, anche la possibilità di cura preventiva di colui che usa violenza che, se supportato in un percorso di recupero, potrebbe anche non diventare un criminale ma poter vivere una vita da uomo sereno. Nota che ha addolcito la durezza del tema è stata la presenza di bellissime opere pittoriche presenti in sala e della presentazione del libro “L’ombra di Artemisia”, donna che nel lontano 1600 subì violenza dal suo “maestro” ed il suo fu il primo caso documentato di stupro. Per maggiori informazioni: www.onps.eu, info@onps.eu.

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