TEATRO ELISEO
E POI… PINOCCHIO – NOVEMBRE – DICEMBRE 2013
SCHEDA DIDATTICA
a cura di Gigi Palla Azione scenica in due atti liberamente ispirata a “Pinocchio” di Carlo Collodi.
Testo e regia di Gigi Palla
Scene e costumi di Santuzza Calì
Con Cristina Capodicasa, Gerardo Fiorenzano,
Sergio Mancinelli, Gigi Pal
la, Gabriela Praticò, Giulia Zeetti
Musiche originali di Alessandro Cercato
Tecnica: teatro d’attore, con musiche e inserti di videoteatro.
Note di regia
E poi… Pinocchio. Ovvero il difficile compito di essere un bambino.
Potrebbe essere questo il sottotitolo più azzeccato per questo nuovo allestimento che la compagnia del progetto bambini del Teatro Eliseo propone per la nuova stagione teatrale 2013/14.
Infatti per questa elaborazione del celeberrimo romanzo di Collodi, ho pensato di partire proprio da lì, dal punto in cui l’autore toscano termina la sua opera, con la tanto sudata “metamorfosi” da burattino a bambino, volendo infatti riflettere su quella condizione che noi “grandi” sempre rimpiangiamo, quella dell’età della fanciullezza, che siamo soliti descrivere come spensierata, e a vagheggiarla con malcelata malinconia.
Dimenticandoci che magari non è stato tutto rose e fiori.
Infatti, ogni stagione della nostra vita in realtà ha difficoltà commisurate alla condizione corrispondente e anche l’infanzia non sfugge a questo assunto.
E allora ho immaginato un Pinocchio che, dopo aver sudato tanto per essere un bambino, si trova ad affrontare con dei nuovi occhi, quelli appunto del bambino, tutte le difficoltà della sua nuova condizione, della sua nuova realtà.
Una realtà che ho voluto apparisse al nostro eroe difficile da decifrare e da affrontare; un mondo del tutto diverso da quello disincantato a cui era abituato, un mondo che prevede assunzione di responsabilità, impegno, dovere, obblighi, precetti; un mondo dove tutto appare più complicato: farsi capire dai grandi, farsi accettare dagli amici, difendersi dai bulli della scuola… un mondo frenetico, pieno di impegni, di troppe cose da fare.
In buona sostanza un mondo che è una grande fatica e che in breve lo porterà a rimpiangere la sua antica, spensierata condizione e a desiderare di ritornare indietro, a quando era solo un burattino di legno.
Ed è proprio in questa ricerca della condizione perduta che risiede il nodo drammatico dello spettacolo, il motore dell’azione scenica: una nuova avventura che proprio attraverso questa ricerca porterà Pinocchio ad acquistare rinnovata consapevolezza e fiducia per la sua condizione di bambino.
A fargli da contrappunto in questo viaggio avventuroso nella vita reale ho pensato di inserire tutti i personaggi più importanti del racconto collodiano, anche loro però “contaminati” dalla vita reale, e per questo così trasformati, da apparire spesso irriconoscibili agli occhi del protagonista: una Fata Turchina “trendy” e in cerca di successo nel mondo dello spettacolo, irrimediabilmente concentrata su se stessa e quindi incapace di dare ancora ascolto al suo diletto burattino, un Gatto e Volpe prigionieri nel loro ruolo di 2 imbroglioni ma ormai sempre meno scaltri, un Grillo sempre pedante ma che attua nuove strategie educative, un Lucignolo dj di una discoteca e molti altri ancora.
Ma in questa elaborazione ho anche voluto far rivivere le pagine del romanzo collodiano creando uno spettacolo che alterna alle scene della nuova realtà del Pinocchio bambino, le scene del ricordo del Pinocchio che fu, più direttamente ispirate e fedeli alle pagine del Collodi: un modo per mettere a paragone le due condizioni, del bambino, nuova e presente, e del burattino, rimpianta e passata, per far risaltare il senso di un’esperienza che sostanzialmente appare o verrebbe apparire come un percorso di crescita.
SINOSSI DELLO SPETTACOLO
Il nostro spettacolo è costruito sull’alternanza tra le scene che raccontano questa nuova avventura di Pinocchio bambino, contrappuntate da scene che ricordano le avventure del burattino risalenti all’originale collodiano. Qui di seguito riportiamo una sintesi della sequenza delle scene dello spettacolo. Ma se non volete rovinarvi la sorpresa… beh allora passate oltre!
Primo atto
Scena prima
Pinocchio si sveglia, ormai bambino, ed è subito travolto dal vortice degli impegni, degli obblighi e dei doveri quotidiani di un bambino: la scuola, le attività, i compiti. Decide che questa nuova condizione proprio non fa per lui. Decide di voler tornare ad essere un burattino. Ma come fare?
Scena seconda
Pinocchio si imbatte nel mezzobusto del suo autore, Collodi appunto, al quale chiede di farlo tornare burattino. L’autore toscano tiene però il punto e lo invita a rivolgersi, se proprio ci tiene, alla fata Turchina.
Scena terza
Evocata da Pinocchio compare la Fata Turchina accompagnata dal suo fido Medoro. Appare però molto cambiata e molto concentrata su se stessa. Pinocchio stenta a riconoscerla…
Scena quarta
Irrompe il Grillo Parlante che mette in guardia Pinocchio: la Fata Turchina è impazzita! Ha deciso di diventare una velina e percorrere la strada del successo. Pinocchio non vuole crederci e ricorda al Grillo l’episodio in cui la Fata lo salvò convincendolo a prendere la medicina.
Scena quinta
La Fata porta con sé Pinocchio al Paese dei Balocchi, la discoteca in cui dovrà esibirsi nel concorso “Diventa una star”. Pinocchio è titubante: ricorda infatti quanti guai passò a causa del soggiorno nel Paese dei Balocchi. Pinocchio scopre che il proprietario della discoteca è però nientemeno che il suo amico Lucignolo.
Scena sesta
Lucignolo conduce con sé Pinocchio al Campo dei Miracoli, una sala giochi abitualmente frequentata dal Gatto e dalla Volpe. E ancora una volta Pinocchio non può fare a meno di pensare all’imbroglio subito dai due lestofanti al Campo dei Miracoli, quand’era burattino.
Anche in questa occasione i due tentano di imbrogliare Pinocchio, ma questa volta restano con le pive nel sacco: Lucignolo e Pinocchio vincono una grande cifra, con la quale decidono di fare un viaggio alla volta di Hollywood!
Fine primo atto.
Secondo atto.
Scena prima
In questa nuova storia l’unico personaggio che non ha cambiato il suo destino è il povero
Geppetto, vuoi o non vuoi sempre alle prese con un figliolo scapestrato. Di questo se ne duole con Collodi che lo invita ad aver pazienza e a seguire la nuova avventura del suo figliolo nelle lontane americhe.
Scena seconda
Lucignolo e Pinocchio, nella patria del cinema, decidono per prima cosa di andare a vedersi un bel film: sorprendentemente si ritrovano a vedere il film “Le avventure di Pinocchio”. Alla fine della visione Lucignolo si rende conto che il suo personaggio è stato tagliato. Se ne va su tutte le furie, lasciando solo il povero Pinocchio.
Scena terza
Lo strano bigliettaio che aveva strappato i biglietti ai due ragazzi, si scopre essere Mangiafuoco. Pinocchio lo riconosce. A lui confida i suoi propositi di tornare burattino.
Mangiafuoco, grazie ai burattini del suo teatrino, fa rivivere a Pinocchio le imprese che gli consentirono di diventare un bambino vero. Alla fine dello spettacolo, Mangiafuoco chiede ai bambini presenti di convincere Pinocchio ad affrontare senza più titubanze la sua avventura da bambino: riusciranno i nostri amici nell’impresa?
IL MITO DI PINOCCHIO
Il nostro spettacolo è anche un omaggio ai tanti precedenti che in diversi modi e con diversi linguaggi si sono confrontati con il nostro eroe. Qui di seguito riportiamo tutte le nostre “fonti” di ispirazione più importanti.
Il romanzo
Scritto da Carlo Collodi (pseudonimo dello scrittore Carlo Lorenzini) nel 1881, il libro, che non subito incontrò il favore della critica letteraria, è diventato poi un classico della cosiddetta letteratura per ragazzi. Il successo popolare che ha arriso all’opera ha realizzato la fortuna del protagonista intorno al quale si sono elaborate le più diverse interpretazioni.
Lo sceneggiato televisivo
Diretto da Luigi Comencini, andato in onda nel 1972 in 5 puntate, consacrò il giovanissimo attore Andrea Balestri, nel ruolo del burattino di legno. Un cast eccezionale, che comprendeva attori del calibro di Nino Manfredi, Gina Lollobrigida, Vittorio De Sica, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, contribuì a fare dello sceneggiato una delle pagine più felici della storia della televisione italiana. Indimenticabile la colonna sonora, composta da Fiorenzo Carpi, alcune eco della quale risuoneranno anche nel nostro spettacolo.
Un disco di successo
Burattino senza fili sarebbe oggi considerato un disco concept, cioè una raccolta di canzoni che svolgono tutte uno stessa tema, in questo caso, ovviamente, quello dei 4 personaggi del romanzo collodiano. Comprende otto indimenticabili canzoni composte e interpretate dal cantautore napoletano Edoardo Bennato: alcune le abbiamo inserite nel nostro spettacolo, e i rispettivi testi sono parte di questa scheda. Potremo cantarle insieme durante lo spettacolo.
Il film
Probabilmente non si tratta di un capolavoro, ma il film di Roberto Benigni, che ha potuto contare su una produzione italo-americana, ha conosciuto una grande attesa (purtroppo poi in gran parte delusa dagli esiti) anche perché seguiva il successo del ben più fortunato “La vita è bella” che conquistò ben tre premi Oscar. Anche nel nostro spettacolo, che utilizza diversi linguaggi narrativi, ci sarà un momento filmico, che speriamo incontrerà miglior favore!
Il classico di animazione Walt Disney
Un personaggio così affascinante come Pinocchio non poteva sfuggire alle attenzioni del più grande creatore di lungometraggi animati per bambini: Walt Disney ne fece un coloratissimo film, lasciandoci un’immagine tenerissima e addolcita del burattino di legno.
Il cartone animato giapponese
Un classico “manga” che negli anni ottanta (ma il cartone animato risale al 1973) moltiplicò e complicò a dismisura le avventure del burattino di legno e del quale è rimasta nella memoria la celeberrima la sigla: chi non ricorda infatti quel ritornello “Pinocchio ma dove vai? Pinocchio che cosa fai? Pinocchio la fantasia è solo una bugia”.
La canzone cult
Ma se vogliamo legare il personaggio di Pinocchio alle note di una canzone di certo non possiamo fare a meno di ripensare alle note cantate da Jonny Dorelli nella indimenticabile “Lettera a Pinocchio”. Composta nel 1961 nessuno avrebbe immaginato che sarebbe stato il suo maggiore successo discografico. Forse solo l’autore, Mario Panzeri, credeva così fermamente in quella canzone, che inaugurò una celeberrima manifestazione.
CANZONI DELLO SPETTACOLO
Anche la scelta delle musiche dello spettacolo risponde all’esigenza dell’alternanza tra nuova avventura e ricordo dell’avventura passata. Accanto alle musiche originali composte dal maestro Cercato, le cui basi potranno essere scaricate sul link che troverete sul sito www.teatroeliseo.it, echi di celebri temi dedicati al burattino di legno.
E’ stata tua la colpa
E’ stata tua la colpa e allora adesso che vuoi?
Volevi diventare come uno di noi.
E come rimpiangi i giorni che eri un burattino ma senza fili, adesso invece i fili ce li hai!
Adesso non fai un passo se dall’alto non c’è qualcuno che comanda e muove i fili per te.
Adesso la gente di te più non riderà, non sei più un saltimbanco ma vedi quanti fili che hai!
E adesso che ragioni come uno di noi i libri della scuola non te li venderai, come facesti quel giorno per comprare il biglietto e entrare nel teatro di Mangiafuoco. Quei libri adesso li
leggerai.
E’ stata tua la colpa
5
Quando sarai grande
Il vuoto e poi
Ti svegli e c’è
un mondo intero
intorno a te
Ti hanno iscritto
a un gioco grande
Se non comprendi
se fai domande
Chi ti risponde
ti dice è presto
Quando sarai grande
allora saprai tutto.
Saprai perché
Saprai perché.
Quando sarai grande
Saprai perché.
E allora osservi
gli altri giocare
È un gioco strano
Devi imparare
Devi stare zitto
Devi solo ascoltare
Devi leggere più libri
che poi devi studiare
È tutto scritto
catalogato
ogni segreto
ogni peccato
Saprai perché
Saprai perché.
Quando sarai grande
Saprai perché.
INFORMAZIONI
Spettacolo per bambini da 4 a 11 anni
Recite per le scuole dal lunedì al venerdì ore 10.30 (sabato riposo)domenica ore 11 recite speciali per famiglie.
Biglietti: Bambini 10€ | Adulti 12€
Info e prenotazioni scuole e gruppi, ITACA: tel.06 48930736
| info@itacaitaca.it