Kiev -12.40: La Russia non scherza se prima tardava ad onorare la richiesta di fornitura all’Iraq per mediarla con gli USA, ora dopo gli ultimi accadimenti in Ucraina e prossimamente in Georgia, ha preso la decisione di dare seguito alla fornitura di armi all’Iraq per 4.2 Mld. Non può più stare a guardare che gli USA prima in Romania poi in Polonia e in fine in Spagna continua imperterrita a posizionare sistemi missilistici. La bufala che i sistemi missilistici sono per contrastare l’Iran l’hanno capita anche i bambini. Il contrasto con l’Iran al Pentagono fa gioco per giustificare l’installazione dello “Scudo Spaziale”.
il Pentagono in realtà mira ad avere il controllo delle ultime risorse energetiche del pianeta, chi ci metterà mano sopra, si garantirà un prospero futuro.
E guarda caso queste risorse risiedono nell’Artico dove Mosca sta implementando una imponente base militare. Nel 2015 si terrà il Consiglio Artico a Presidenza statunitense a cui parteciperanno tutti quei paesi che confinano con l’Artico, gli USA in virtù dell’Alaska, il Canada, la Russia, la Svezia, la Norvegia, la Finlandia, l’Islanda, la Danimarca, e l’Italia quale “membro osservatore permanente” per la base artica “Dirigibile Italia” presente nelle isole di Svalbard, altri membri osservatori permanenti sono: Cina, Giappone, India, Singapore, Corea del Sud.
La Russia sa che senza l’Ucraina non ci può essere la necessaria copertura dei sistemi missilistici statunitensi, che dalla Romania si estendono alla Polonia, e l’Ucraina è determinante per eliminare i buchi nella ragnatela dello Scudo Spaziale. Una copertura che non rappresenti una retta virtuale continua, rende il mega progetto del Pentagono una “opera” inutile, è come una grande orchestra senza i violini, rimane pur sempre una orchestra importante ma alla fine del concerto diremo “certo se ci fossero stati i violini” sicuramente il risultato sarebbe stato diverso. Mosca sa che se tutto va bene la Crimea entrerà sotto il suo controllo e perdere il controllo dell’Ucraina significa avere basi militari occidentali a pochi km di mare. Gli scenari a medio lungo termine che si stanno plasmando, hanno portato a prendere la decisione urgente di armare l’Iraq e nel frattempo rafforzare la sua presenza nel mediterraneo anche con la flotta del Mar Baltico. Rafforzare l’Iraq significa monitorare anche la Georgia prossima area ad implodere.
Maurizio Compagnone Opinionista de “La Gazzetta italo brasiliana”


