Sono 50 le aziende della moda e del lusso e 15 le società del comparto casa e design che hanno già le caratteristiche per quotarsi in Borsa e potrebbero farlo nell’arco dei prossimi 3-5 anni secondo l’osservatorio Pambianco, società di consulenza strategica specializzata nei settori Moda & Lusso, che ha l’obiettivo di individuare le società italiane che hanno i requisiti tecnici e oggettivi per essere quotate in Borsa in un orizzonte temporale di 3/5 anni, indipendentemente dall’effettiva volontà di quotarsi.
Si tratta di realtà e marchi storici che, nel caso della moda e del lusso, hanno registrato tutte assieme un fatturato 2012 per 15 miliardi di euro, in crescita dell’8,1% a dispetto della crisi (la crescita, però, ha mostrato un rallentamento rispetto al 2011 quando era stata del 10,8%). Vantano inoltre una redditività del 16,9% e un patrimonio netto complessivo di 10,4 miliardi. Nel caso del design e dell’arredamento, invece, il fatturato 2012 si é attestato a 2,1 miliardi in ribasso dello 0,5% (+1,3% l’anno prima), la redditività al 12,1% e il patrimonio complessivo a oltre un miliardo di euro.
«Se tutte le aziende della moda e del lusso si quotassero – ha dichiarato Carlo Pambianco – raggiungerebbero una capitalizzazione di 26,1 miliardi di euro». In pratica si raddoppierebbe il valore del comparto visto che l’attuale capitalizzazione delle aziende della moda e del lusso si attesta a 29,7 miliardi, con Luxottica che fa la parte del leone visto il suo valore i Borsa superiore a 17 miliardi. Nel gradino più alto della classifica Moda ci sono Giorgio Armani, Ermenegildo Zegna e Dolce e Gabbana, mentre in quello dell’arredamento compaiono Kartell, Flos e B&B.
Pambianco ha preso in considerazione un campione di 763 aziende della moda e del lusso e di 166 società di arredamento e design. La ricerca ha tenuto conto di alcuni parametri come la crescita degli ultimi anni (dal 2009 per l’esattezza), la redditività, la dimensione, l’export, la forza distributiva, la fascia di mercato e l’indebitamento. «Lo studio, arrivato alla sua ottava edizione – ha spiegato Pambianco – individua le società che hanno i requisiti tecnici e oggettivi per essere quotate nei prossimi tre-cinque anni, indipendentemente dall’effettiva volontà di quotarsi».
Dal campione é emerso che alcune società della moda lusso sono molto esposte alle esportazioni: l’azienda fiorentina Stefano Ricci, ad esempio, vende all’estero il 92% dei propri prodotti così come Zegna. Only The Brave, la società di Renzo Rosso, vanta una percentuale di esportazione pari all’89% e Vicini all’88%. Nel settore dell’arredamento il primato dell’export va a B&B, con una percentuale pari all’88%. Per quanto riguarda la crescita del fatturato, Kiko é l’azienda di cosmesi che ha il primato con un tasso di crescita pari al 67,9%, seguita da Stefano Ricci (56,1%). Paul & Shark (31,7%) e l’Erbolario (30,7%) vantano i più consistenti margini sull’ebitda. Nell’arredamento Poltroneesofà ha vantato il maggiore rialzo del giro d’affari, pari al 20,5%, mentre Kartell ha la migliore reddività (del 34,3%).
L’edizione 2013 dell’osservatorio Quotabili è l’ottava e per la prima volta tra i fattori considerati per valutare la quotabilità è stata inserita la percentuale dell’export. «Con un ottimo posizionamento competitivo, una naturale vocazione all’export e una buona capacità di resistenza alla crisi, le società del Made in Italy – spiega l’ad di Borsa Italiana Rafaele Jerusalmi – si confermano essere ancora una volta uno dei più importanti motori di crescita del nostro Paese, contribuendo positivamente al saldo commerciale italiano e continuando a realizzare importanti piani di investimento a beneficio dell’intera filiera di produzione. La competizione su scala globale, lo sviluppo di nuovi canali di vendita, il consolidamento dei brand e le importanti campagne di comunicazione richiedono però strutture finanziarie solide e organizzazioni aziendali sempre più manageriali. Per questo motivo sempre più società del settore guardano alle opportunità offerte da Piazza Affari e trovano nella quotazione in Borsa un importante strumento di finanziamento, capace di sostenere un vero e proprio salto dimensionale e in grado di agevolare il passaggio generazionale e di supportare la visibilità e l’internazionalizzazione delle imprese».
Fonte: ilsole24ore.com


