IppicaIl Ministero scriveva, nero su bianco, sul proprio sito, il 6 settembre scorso: “Si informa inoltre che il previsto imminente accredito dell’importo relativo all’art 30 bis, comma 5, della legge n. 2/2009 consentirà altresì di provvedere, entro il corrente mese, al pagamento dei premi al traguardo vinti nel mese di settembre 2012”
Peccato che ancora tutto sia fermo e non sappiamo se saranno pagati direttamente dal Ministero oppure attraverso le Società di Corse.
Chi è il responsabile di queste continue inadempienze?
Anche questa mattina è partita una nostra raccomandata indirizzata al Ministro e ai Sottosegretari, cosa possiamo fare per essere semplicemente rispettati da questo Stato cialtrone?
Assistiamo a scontri politici ridicoli e oggi il Governo chiederà la fiducia mentre il Paese, quello reale, muore.
Parlare dei problemi delle Aziende e dei Lavoratori ippici, in questo momento, sembra addirittura fuori luogo, ma si tratta delle nostre vite!
La marcia indietro del Ministero, che non conferma la delega alle Società di Corse per il pagamento dei premi di settembre 2012, impedirà a queste di effettuare compensazioni, pagamenti, restituzioni delle iscrizioni e molti altri servizi che da sempre sono stati loro delegati.
Tra le vittime di questa scelta, di cui ovviamente, come sempre, non conosciamo ne i motivi ne la paternità, ci sono i Fantini.
Questi ricevono il pagamento delle “monte” indirettamente dai Proprietari grazie alla gestione delle Società che provvedono al recupero degli importi addebitandoli sugli Estratti Conto dei Proprietari, si occupano della stampa delle fatture, del relativo inoltro delle stesse ai vari commercialisti dei Fantini ed effettuano il versamento delle ritenute di acconto in nome e per conto dei Proprietari stessi.
Aspettavamo il pagamento di settembre 2012 per sistemare molte di queste faccende ma non avevamo fatto i conti con la demenza ministeriale che già molte volte abbiamo incontrato sulla nostra strada.
Inoltre, le Scuderie con Partita Iva sono esterrefatte, avevano, seguendo precise indicazioni, preparato le fatture e hanno anche versato l’Iva, ma come diceva Gino Bartali: “gli’è tutto sbagliato, gli’è tutto da rifare!” e intanto di soldi non se ne vedono.

Enrico Tuci
Imprenditori Ippici Italiani
sabato, 28 settembre 2013

Redazione

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