ACQUAPENDENTE: MORTE DI UN OSPEDALE EFFICIENTE, RISTRUTTURATO DA POCO
“Risparmiare va bene, razionalizzare anche ma non si può tagliare ciò che è efficiente, su cui si è da poco investito. Non vorremmo un altro San Giacomo ad Acquapendente”. Lo dice il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato, valutando le previsioni dell’atto aziendale presentato dal commissario della Asl di Viterbo. “Nell’ospedale della cittadina, si eliminano 20 posti letto di medicina, quelli che servirebbero di più per una popolazione che invecchia costantemente, si sopprimerebbe la day surgery che non ha liste di attesa e ha effettuato, nell’ultimo periodo, 650 interventi e si depotenzierebbe il punto di primo soccorso, in un territorio che ha il primo ospedale di riferimento, il Belcolle, a 65 chilometri” spiega il presidente. “Stupisce ancor di più – continua – apprendere che l’atto, che riduce i distretti sanitari da 5 a 3, punta sulla medicina territoriale. Un provvedimento che privilegia per Acquapendente la lungodegenza e il padiglione di assistenza infermieristica però non sembra assicurare le cure primarie alla generalità degli assistiti. Soprattutto grida vendetta la recente ristrutturazione dell’ospedale, il cui ultimo lotto sarà consegnato entro febbraio, per un costo di 800 mila euro. Non ci sembra una scelta oculata ma, da un commissario che in passato ridusse, in breve tempo, i ricoveri annui di un grande ospedale romano da 70 mila a 40 mila, incentivando l’insopportabile fenomeno delle attese in pronto soccorso, non potevamo aspettarci altro”.


