Nell’attesa che il Congresso degli USA vari l’attacco militare alla Siria sembra di rivivere quello che negli anni scorsi abbiamo vissuto per altre nazioni, in ogni caso il “CASUS BELLI” sono le armi chimiche, che comunque non è stato provato ancora che ad usare queste armi sia stata la milizia siriana o i ribelli. Comunque vadano le cose non si può accettare di iniziare una guerra, che sicuramente non porterà altro che una serie di problemi per i paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo.
Già in questi giorni assistiamo all’arrivo sulle nostre coste di profughi siriani, che si vanno ad aggiungere già ai numerosi altri sbarchi di migranti provenienti da altri paesi. Fin quanto la nostra nazione potrà continuare a far entrare ed accudire questi personaggi? Siamo praticamente al collasso, ma questo non sembra tangere i nostri politici, che non perdono occasione per parlare di accoglienza con il solito ormai obsoleto buonismo che sta mandando in malora il nostro paese.
Noi di Alternativa Tricolore chiediamo che il Ministro degli Esteri, Bonino, si attivi con altri suoi illustri colleghi, per iniziare un opera di persuasione delle nazioni intenzionate all’attacco, ed optare per una più veloce e pacifica conclusione diplomatica del conflitto interno.
Nel frattempo ci pregiamo di ricordare ai tanti politici che sono favorevoli all’attacco in Siria che l’articolo 11 della Costituzione italiana recita:“l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
Noi di Alternativa Tricolore, dietro a questo accanimento da parte del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, insignito del Premio Nobel per la Pace nel 2009, del quale saremo curiosi di sapere il parere della commissione dopo 4 anni se è cambiato, vediamo degli interessi geo-politici di interesse esclusivamente americano, sinceramente quello che più ha portato alla convinzione che questa guerra sia solo un pretesto, è il fatto di non voler attendere il risultato degli ispettori dell’Onu, e che anche se isolato dall’Onu e dalla NATO abbia deciso lo stesso di provvedere all’attacco. Tutto questa benevolenza verso il popolo siriano ci fa porgere un’altra domanda, ma perché il Presidente Obama non interviene negli altri focolai accesi nei vari paesi sia del medio oriente che africani? Non dispiacerebbe qualche delucidazioni in merito.
Luigi Cortese
Segretario Nazionale


