Sono addolorata per l’ennesima vittima dell’omofobia politica, sociale, culturale italiana. Nella battaglia culturale in corso in questo Paese dobbiamo tutti assumerci la responsabilità del nostro linguaggio. Ogni parola deve essere soppesata e meditata, perché rischia di creare una vittima. Nella mia esperienza di formazione alla diversità nelle scuole ho avuto modo di appurare quanto il dibattito politico si amplifichi e trovi eco devastante nella fragilità degli adolescenti. Auspico quindi che a settembre questo stesso dibattito – quello nazionale sulla legge contro l’omofobia e quello sul registro delle unioni civili a Roma – sia pregno di senso di responsabilità verso i ragazzi e le loro famiglie, affinché si abbassino i toni delle parole per elevare il livello dei diritti civili, perché nessuno si senta escluso, per ricostruire sull’accoglienza e l’inclusione l’insieme delle politiche familiari, sociali, culturali necessarie a rafforzare e arricchire il tessuto umano della nostra comunità.
Dichiarazione della consigliera comunale Imma Battaglia (Sel)


