phpThumb_generated_thumbnaildi Chiara Cristina Lattanzio

Che dramma è essere malato? Figuriamoci che dramma è essere un ‘Malato Immaginario’. Una spirale infinita tra le supposizioni di un scienza che pretende di convincere senza sapere!
La prima dello spettacolo di Molière è andata in scena il 10 febbraio 1673, una settimana prima della sua morte.
Molière è riuscito a portare in scena le sue ferme convinzioni sull’arte della medicina come arte oratoria più che scientifica, presentando al pubblico Argante, il bravissimo Paolo Bonacelli, un uomo immaginariamente molto malato costretto a vivere tra un letto ed un bagno, a causa delle continue purghe. Forse la sua malattia interessa il pancreas, forse il duodeno o la milza, forse addirittura il fegato. Ogni Dottore dice la sua e secondo ogni Dottore ha una malattia diversa.
Troppo afflitto da questa sua malattia e dalle medicine di cui crede di avere bisogno non vede tutto quello che lo circonda. Quasi grottesco, ma anche molto comico. In un susseguirsi spettacolare di situazioni alle volte surreali, tra un matrimonio forzato ed uno desiderato per la figlia Angelica e la frode della seconda moglie Belinda, la sua serva Tonina, interpretata dalla superlativa Patrizia Milani, ed al fratello Beraldo, Carlo Simoni, lo costringono a vedere almeno un po’ di realtà.

Traduzione: Angelo Dallagiacoma
Con: Paolo Bonacelli, Patrizia Milani, Carlo Simoni
Scene: Gisbert Jaekel
Costumi: Roberto Banci
Regia: Marco Bernardi
Produzione: Teatro Stabile di Bolzano

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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