Sfogliando nei giorni scorsi le pagine del blog Gasparotto Biz, ho appreso che gli squali, a differenza di molti altri pesci, hanno una struttura complessivamente più pesante e non sono forniti di una serie di meccanismi corporei di compensazione che permettano loro di galleggiare in acqua.
Sono pesanti, per cui tenderebbero spontaneamente a sprofondare, a cadere come un sasso, se non si muovessero in continuazione, anche quando dormono: ogni 20 secondi, scatta l’istinto primordiale di dare una pinnata, coinvolti nel moto perpetuo necessario per rimanere in vita.
Questa immagine dello squalo mi ha riportato allegoricamente alla mente quello che è il mondo della ricerca e dell’innovazione in Italia (e non solo): un mondo che non può arrestarsi mai e che, anche quando tutto intorno sembra assopito, deve dare un colpo di pinna per continuare ad esistere, per non sprofondare nell’abisso dell’ignoranza.
Ma se il nostro animo è in pena per i mali del nostro tempo, se viviamo nella preoccupazione, se il nostro spirito è ristretto per la paura del futuro, non avremo mai la forza di dare quel colpo di pinna per fare innovazione, per essere innovazione, e per pensare in modo nuovo alle cose: un animo ristretto significa un cervello ristretto.
Il miracolo illuminista si sta spegnendo progressivamente e ad una cattiva educazione scientifica, ad una mancanza di sete per il sapere e di passione per la ricerca, corrisponde in misura crescente una disaffezione per la democrazia, da sempre culla della genialità e della libertà di esprimere le proprie idee. Che non sono, come si potrebbe pensare, delle lampadine on/off, accendi-e-spegni, ma somigliano piuttosto a delle lampade fluorescenti che si rivelano nel buio della notte.
E allora sfracelliamoci la mente e il cuore per far emergere, dai flussi iperuranici, idee capaci di illuminare questa notte, perché esse sono pinnate propulsive per la ricerca e l’innovazione e scintille d’affetto per il nostro futuro.
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