La Sindrome di Balzac è un libretto piccolino che in un’ora se ne va giù come niente. A scriverlo ci ha pensato Aldo Putignano, scrittore e docente, coordinatore di “Homo Scrivens” e direttore editoriale della Boopen LED. In questo simpatico lavoro Putignano ha inserito cinque brevi racconti, leggeri e ricchi di ironia. I più riusciti? Sicuramente il primo, dal titolo La sindrome di Balzac (che dà il titolo alla raccolta) e il quarto, InFaust. In tutti però c’è un denominatore comune: una riflessione in chiave sarcastica sugli eventi della vita o almeno su alcuni di essi.
I protagonisti delle storie sono vari: si va dallo scrittore pieno di sensi di colpa per la sua mancata conoscenza degli autori considerati grandi classici, al calciatore scarsissimo che grazie a un astuto procuratore raggiunge la serie A, fino al tizio insoddisfatto della vita che decide di vendere l’anima al diavolo.
L’unico racconto che forse potrebbe lasciare un po’ interdetti è quello che chiude il lavoro, Che sia da monito. In questo infatti il nonsense sfiora il suo apice: due sicari confondono un appartamento con un altro e minacciano l’uomo sbagliato, poi, compreso l’errore, se ne vanno chiarendo allo sventurato e incolpevole protagonista che la minaccia è buona anche per lui, perché “non si sa mai”. Ecco, credo che proprio in questo finale risieda il messaggio che Putignano vuole lasciare ai lettori e cioè che la ricerca di senso, in qualsiasi modo si tenti di applicarla, è molte volte stucchevole e lascia il tempo che trova.
Con un linguaggio semplice e scorrevole, privo di abbellimenti inutili, l’autore narra storie all’apparenza prive di significato e al contempo molto ironiche. Andando oltre la superficie dei brani si può notare però la metafora sottostante i testi, che li unisce e gli attribuisce un senso unitario: la vita è fatta di vicende, come in questo libro, e in un parallelismo tra questi due mondi l’autore suggerisce che le cose non sempre succedono per un motivo, ma sono invece spesso frutto di casualità. Ed è per questo che Putignano, almeno a parere di chi scrive, narra fatti apparentemente illogici. E l’ironia di cui riempie le storie è la risposta più efficace alla illogicità degli eventi, siano essi veri o semplicemente narrati su un foglio. Perché forse nella nostra ricerca perenne di senso corriamo il rischio di dare troppa importanza a cose che di importante hanno ben poco.



