Mozziconi di sigarette che diventano panchine, vecchi PC che diventano vasi da giardino, buste delle patatine che diventano borse della spesa: cosa possibile grazie a Terracyle, l’azienda Americana pioniera nel riciclaggio dei rifiuti che finalmente approderà in Italia.
Tutto è partito dall’idea di uno studente di Princeton, Tom Szaky, il quale ha trasformato rifiuti organici, per l’esattezza escrementi di lombrichi, in fertilizzanti.
A pochi anni di distanza la sua azienda, Terracycle, è entrata a far parte delle 100 più innovative al mondo e a dare nuova vita non solo ai rifiuti organici e a quelli comuni, ma anche a quei prodotti difficilmente riciclabili.
Per fare ciò Terracycle si rivolge in primis alle stesse aziende che producono questi materiali, ma soprattutto conta sul fondamentale contributo delle “brigate”.
Ogni “brigata”, cosi l’azienda definisce la squadra di raccolta dei rifiuti, ha il compito di raccogliere un determinato tipo di materiale, inscatolarlo e spedirlo gratuitamente a Terracycle perche venga trasformato in un nuovo prodotto vendibile sul mercato. Per ogni rifiuto raccolto il “birgatiere”, accumula dei punti che può utilizzare per acquistare gli stessi prodotti derivanti dalla raccolta a cui ha contribuito o devolvere l’equivalente in beneficienza per una delle associazioni no profit presenti sul sito di Terracycle.
Grosse multinazionali come Kraft, Coca Cola e Colgate collaborano già con l’azienda statunitense e da quando hanno aderito al loro programma hanno decisamente diminuito la quantità di materiale impiegata nel processo di produzione. Solo Kraft dal 2005 ha impiegato 68.000 tonnellate in meno di materiale.
Terracycle si rivela dunque un business di successo che mira indubbiamente a massimizzare il proprio profitto, ma che al contempo permette alle aziende un risparmio economico notevole e un guadagno per il loro profilo etico, attraverso un gesto nobile dal punto di vista umanitario e ambientale.



