Il Sal8 delle 6 chiude con Giorgio Caponetti e ''Due belle sfere di vetro ambrato''Viterbo. “… Tutto il resto è letteratura”, il viaggio nella narrativa contemporanea del Sal8 delle 6 di Pasquale Bottone, si conclude il 5 aprile. Da ottobre 2012 ad aprile 2013, il Sal8 ha offerto sei mesi all’insegna dell’impegno nella diffusione della cultura e dei buoni libri, un programma intenso e variegato che, partito dall’indagine sul lato oscuro del Belpaese attraverso il notevole contributo dei migliori giornalisti d’inchiesta – Lirio Abbate, Attilio Bolzoni, Maurizio Torrealta, Francesco d’Ayala, Roberto Scardova, solo per citarne alcuni – ha scandagliato i misteri irrisolti della recente storia italiana, ha intrattenuto il pubblico nel periodo natalizio con incontri che celebrassero l’arte, sia essa musica, teatro, cinema, tv – Mimmo Liguoro, Maurizio Scaparro, Renzo Rossellini, Enrico Vaime – per poi giungere alla migliore narrativa contemporanea, quella lontana dalle dinamiche di mercato e dalle classifiche di vendita, ma attenta al risultato e alla qualità e in grado di narrare, rappresentare, far respirare l’atmosfera di questi nostri sempre più difficili anni.
I casi letterari, uno per tutti Sandro Bonvissuto, le firme più autorevoli, da Franco Buffoni a Bruno Osimo, gli esordienti più interessanti, Valentina D’Urbano, e tanti altri nomi, da Michele Governatori a Stefano Piedimonte, da Letizia Muratori a Monica Zapelli, Paolo Cognetti, Salvatore Piscicelli, Claudio Bigagli, Federico Platania, Giovanni Ricciardi, Andrea Pomella, Fabio Napoli, ognuno sì con un libro da promuovere, ma anche e soprattutto una storia da raccontare, qualcosa da dire sul reale, sulla vita, attraverso la scrittura.
Un ventaglio di ospiti molto apprezzato da un pubblico numeroso, fedele e affezionato che ha potuto confrontarsi con voci nuove, diverse, fresche e sempre disposte al confronto.
Questo ultimo incontro del Sal8, Pasquale Bottone lo riserva venerdì 5 aprile a Giorgio Caponetti e al suo ultimo romanzo “Due belle sfere di vetro ambrato”, pubblicato da Marcos y Marcos dopo il fortunato “Quando l’automobile uccise la cavalleria”.
Il libro è la strana storia di una biologa intraprendente, di un amore di Leonardo da Vinci a Venezia, della statua di Bartolomeo Colleoni e del suo cavallo.
Ambientato nella città lagunare dei nostri giorni ma anche in quella del 1457, con i capitoli che si alternano con regolarità tra la nostra epoca e il quindicesimo secolo, il romanzo segue le vicende della nobile famiglia veneziana dei Pavari del Canal, tra finzione e verità, personaggi storici e artisti famosi che si mescolano con altri di pura invenzione in un quadro originale ed insolito che ruota attorno ai leggendari testicoli di Leone, il cavallo dalla perfetta bellezza del Colleoni, conservati da allora in due sfere di vetro all’interno di una teca nel palazzo di famiglia.
Garbo e classe in un racconto che si rivela un gioco narrativo, un divertissement a tutti gli effetti, nato dalla penna di un narratore colto e raffinato, nella vita esperto di pubblicità, cavalli e musica, che ha deciso di vivere in una verdissima tenuta a Tuscania, nel viterbese, con tanto di necropoli etrusca.
L’appuntamento, realizzato grazie al contributo di Unindustria, si terrà alle ore 18 presso la Sala Conferenze della Biblioteca Consorziale, in viale Trento 18.

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