L’analisi sulla situazione delle donne in Pakistan rivela un Paese contraddittorio in cui il fondamentalismo islamico ha trasformato il Pakistan in un Paese non solo oscurantista ma a volte pericoloso per il “gentil sesso” .
La situazione delle donne nei paesi in via di sviluppo del Sud Asia non è migliore di quella che esisteva in Italia fino a pochi decenni fa: un caso emblematico è il Pakistan. In questo Paese sembrano esserci poche possibilità di miglioramento della situazione per il sesso femminile. In molte zone le donne sono nascoste dal burka e una donna che cammina da sola, senza l’ombra di un uomo che la controlli, è uno spettacolo raro.
Un’introduzione alla situazione delle donne in Pakistan
Il Pakistan alla sua nascita era una nazione priva di qualsiasi discriminazione, ma il Pakistan di oggi viene visto come un paese con un alto tasso di penalizzazione delle donne, come rivelano diverse ricerche al riguardo. In effetti, in Pakistan le donne vengono maltrattate a tal punto che molte hanno rischiato la vita: sono vittime di una grave forma di pregiudizio di genere. La violenza domestica, uno dei tipi più crudeli di oppressione, è un problema molto diffuso in Pakistan.
Islam e donne
Coloro che non hanno affrontato l’Islam solo superficialmente ma lo conoscono a fondo possono dire che la stima delle donne da parte della religione islamica non è pari, ma addirittura superiore rispetto a quella attribuita agli uomini. In realtà, l’Islam è stata la prima religione a riconoscere la parità di genere. Mentre per altre religioni 1400 anni fa non c’era traccia di diritti per le donne, l’Islam aveva già riconosciuto la parità dei sessi. Secondo la visione religiosa islamica, gli uomini e le donne sono assolutamente uguali. Poiché l’Islam riconosce gli esseri umani in quanto tali, a prescindere dal sesso, non vi è alcun margine di pregiudizio di genere nell’Islam come religione, ma ciò è in contrasto con l’Islam in pratica.
Nell’organizzazione sociale dei fondamentalisti islamici, dei mullah, lo spargimento di sangue è la normalità. Le donne sono viste dai fondamentalisti come malvagie e gli uomini come corrotti: giustificano perciò le proprie azioni come “ricerca di purificazione”. Lo spargimento di sangue viene ritenuta una pratica sacra e la jihad è predicata come un modo per raggiungere Dio.
In pratica, il fondamentalismo islamico tratta le donne come cittadini di seconda classe: c’è uno sforzo perpetuo per dominare le donne; questa società trasforma la necessità di proteggerle in necessità di opprimerle. Murate e incatenate, le donne vedono raramente la luce del sole e le ragazze sono costrette a sposarsi con uomini che hanno tre volte la loro età. Molte sono maltrattate e costrette a trascorrere la maggior parte della loro vita in una sorta di prigionia. Coloro che fuggono da questa tortura vengono incolpate di adulterio e subiscono la peggiore delle punizioni.
Le donne possono essere salvate?
Dato l’attuale stato legislativo, giuridico e sociale, c’è ben poca speranza che la condizione delle donne in Pakistan possa essere migliorata. Ma pensando a come l’Europa ha superato alcune delle questioni di base riguardo alla situazione delle donne non è irrealistico essere ottimisti per il futuro delle donne in questo paese. Tuttavia, i primi provvedimenti devono essere messi in atto subito.
Applicando in Pakistan le risoluzioni deliberate in materia di Diritti Umani per le donne, si può compiere un primo passo verso un domani migliore. Non tutte le regioni in Pakistan sono contro le donne: la loro condizione in alcune zone sta migliorando. Solo quando il sistema di valori di un paese inizia a riconoscere e rispettare le donne all’interno della società la popolazione comincia a riconoscere parità di valore a uomo e donna.
C’è dunque un crescente bisogno di introdurre diritti “women-friendly”. In particolare, i matrimoni forzati dovrebbero essere proibiti per legge e le leggi sciite e della Sharia (“la legge di Dio”) che permettono maltrattamenti e pregiudizi contro le donne devono essere controllate e modificate. Lentamente e gradualmente l’intera nazione, in particolare le donne stesse, dovrebbero elevare lo status delle donne nella società.


