Il giallo della balena giunta a riva già morta. Una fine annunciata da Greenpeace

È stata avvistata al largo delle coste di Cecina, i pescatori del luogo hanno definito il suo movimento irreale, sospinta da onde e correnti. Poi lo spiaggiamento sul litorale di Rosignano, accanto allo stabilimento balneare « lo Scoglietto».

La balena di 17 metri per 2.5 tonnellate, una delle più grandi mai arenate sulla costa toscana era stata uccisa da giorni da un qualcosa che ancora non si conosce. Forse per lo stesso oscuro motivo per il quale, il giorno dopo il ritrovamento del grande cetaceo, è stato avvistato anche un delfino di quasi due metri e di oltre cento chili di peso.LIVORN..Il giallo della balena spiaggiata e dei delfini
uccisi dal morbillo o da dei fusti tossiciIl mammifero, lungo 17 metri, è arrivato a riva già morto: analisi in corso. Greenpeace: «Una morte annunciata»

Per morire ha scelto un tratto di spiaggia di Marina di Castagneto, a poche decine di chilometri a sud di Rosignano, vicino al Gran Hotel Tombolo, in prossimità della seconda torretta di avvistamento del litorale. I biologi marini arrivati da tutta Italia si stanno interrogando e hanno già compiuto prelievi sugli animali. Una delle ipotesi è che quelle due morti siano attribuibili al terribile virus, il morbillo dei cetacei, che ha già provocato la morte di oltre cento delfini.

Ma c’è chi, come Greenpeace, parla di una morte annunciata, provocata dall’inquinamento. Si indaga anche sui 140 fusti tossici persi più di un anno fa da un cargo della Grimaldi in navigazione al largo delle coste toscane, ma le possibilità di collegamento tra l’episodio e la morte della balena e dei delfini sono molto remote. Gli accertamenti oltre a provenire dai veterinari e biologi marini dell’università di Padova ed esperti dell’Arpat, l’agenzia regionale per l’ambiente, verranno eseguiti anche dall’ateneo di Siena e dall’Istituto zooprofilattico di Pisa.

La carcassa dell’animale è stata poi scarnificata perchè si pensa di recuperare lo scheletro che potrebbe essere esposto nelle sale del museo naturale di Rosignano. In attesa del responso delle analisi, Greenpeace ricorda che sulla costa tirrenica c’è stata una moria di più di 80 stenelle (una specie di delfino). E la cosa più triste, secondo gli ambientalisti, è che tutto ciò accade nel «Santuario dei Cetacei», un’area che dovrebbe tutelare questi straordinari mammiferi.

La preoccupazione tra esperti e ambientalisti viene acuita dal fatto che tra poco nel «Santuario» inizierà la «Danza d’amore», cioè i corteggiamenti che anticipano la riproduzione dei cetacei. Uno spettacolo straordinario e delicatissimo per la specie. I delfini ballano la «danza» vicino alla costa, soprattutto quella della Versilia, con una grazia incredibile, ma anche con quel carattere forte che contraddistingue i maschi che in alcuni casi «rapiscono» le femmine.

Anni fa i biologi di Viareggio riuscirono a individuare le decine di esemplari che parteciparono al rito nuziale dando a ciascuno di loro un nome.

Purtroppo la produzione, il trasporto, l’utilizzo e l’immissione nell’ambiente di diversi composti chimici di sintesi rappresentano una minaccia per la salute umana e ambientale. Ma le industrie chimiche continuano a produrre e rilasciare ogni anno migliaia di composti sul cui impatto sanitario e ambientale mancano fra l’altro adeguate informazioni scientifiche.

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