Giornata particolare per i vertici del Gruppo Bulgari ai quali oggi i finanzieri hanno sottratto beni immobili e disponibilità finanziare del valore di 46 milioni di euro: tra costoro P.B., N.B, F.T. e M.V.
L’ accusa di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici è stata mossa per aver sottratto al fisco italiano a partire dal 2006, circa 3 miliardi. L’imposizione fiscale italiana è stata evasa attraverso l’intercessione di società con sede in Olanda e Irlanda. A partire dalle indagini mediante verifiche fiscali ad opera del Nucleo Polizia Tributaria di Roma è stata scoperta una vera e propria “escape strategy” così definita dagli stessi dirigenti del gruppo. Di conseguenza, numerosi immobili (tra cui quello prestigioso in Via Condotti) , rapporti bancari, assicurazioni sulla vita sono stati sequestrati su richiesta della Procura della Repubblica ad opera del gip del Tribunale di Roma. La suddetta strategia consisteva nella ricollocazione dei margini mondiali di guadagno del gruppo per mezzo di controllate estere e, in questo caso, prima in Svizzera, poi in Olanda ed infine in Irlanda definito come “unico Paese disponibile con una bassa pressione fiscale” e quindi individuato come meta finale per il gruppo. Da qui spiegata la nascita della Bulgari Ireland ltd (Beire), controllata dall’Italia e col falso compito di immagazzinare e spedire prodotti finiti in tutto il mondo. Con gli accertamenti è stato appurato che la distribuzione dei prodotti non ha subito alcuna modifica strutturale (tipica del trasferimento delle merci) mediante la creazione di Beire. I rivenditori esterni al gruppo inoltre hanno confermato che nonostante la creazione della suddetta società, nulla risulta essere mutato nel processo in merito al flusso degli ordini e della merce. Tale strategia ha permesso per lungo tempo di far apparire falsamente come maturato in Italia il reddito derivante dall’attività , non effettivamente svolta, di compravendita e distribuzione il cui reddito veniva sottoposto alla tassazione irlandese del 12,5 % e l’utile che ne conseguiva era distribuito sotto forma di dividendi alla società italiana di controllo Bulgari. Quest’ultima è riuscita a dichiarare ai fini Ires in Italia ricavi per quasi 3 miliardi dal 2006 al 2011.
In particolar modo, si trovano sotto accusa Paolo e Nicola Bulgari quali azionisti qualificati e soci storici del gruppo, Trapani in quanto rappresentante legale della capogruppo italiana e Maurizio Valentini che è invece il rappresentante legale della azienda capogruppo italiana. Le accuse che li riguardano, prevedono una pena ‘edittale’è che va da un anno e 6 mesi a 6 anni di carcere.



