ELEZIONI 2013di Sara Lauricella

Stiamo forse diventando una regione più matura o siamo semplicemente stufi dei malgoverni subiti e stiamo iniziando a dire la nostra? Chissà ognuno di noi per quale motivo si è recato a votare con maggior solerzia in questa tornata di elezioni! Probabilmente non si tratta della più ovvia motivazione, cioè che votare sia un diritto e un dovere di ogni buon cittadino. Fatto stà che queste elezioni vedono maggior partecipazione nella nostra regione ed in particolare nella città di Roma. Altrettanto, purtroppo, non può dirsi di molte delle altre regioni in cui si è registrato un calo medio di affluenza di circa il -7,5% ad eccezione della Lombardia (+8,55) e del Molise (+2,02%). Certo il freddo, la pioggia ed in alcuni posti anche la neve, non hanno aiutato gli indecisi a dare la loro preferenza. O semplicemente non avevano alcuna preferenza vista l’inutilità di alcune campagne elettorali fatte solo di scontri di tipo personale e senza alcuna attenzione a quanto necessita ai cittadini, senza aver (di conseguenza) stilato un programma politico da poter attuare in caso di vincita, e talmente vuoti da non aver nulla da dire agli elettori se non le solite storielle trite e ritrite. La sfiducia nelle istituzioni e nel valore delle elezioni ha colpito ancora, e negli ultimi decenni si assiste ad uno sgretolamento dell’uso del voto che dovrebbe essere un forte campanello di allarme per tutti coloro che fanno o provano a fare politica. Chissà perché ma mi sento di poter affermare che questa volta a prendere “qualche voto in più” saranno coloro che sono andati di paese in paese e di casa in casa a parlare con la cittadinanza, mentre resteranno a bocca asciutta coloro che hanno organizzato grandi cene e raduni di vario tipo. Unica eccezione potrebbe esserci per i movimenti di piazza del M5S che, nel radunare i cittadini, non ha finito con la solita frivola cena più o meno a buffet ma ha provato a discutere (non mi esprimo sui contenuti e sulle modalità) con gli intervenuti. I contenuti potrebbero anche essere poveri anch’essi come buona parte di tutta la campagna elettorale ma quantomeno hanno dato spazio ai comuni mortali. Ormai il dado è tratto ed adesso dobbiamo solo attendere i risultati di quel diritto-dovere che, in barba alle tante lotte effettuate dai nostri nonni pochi decenni addietro, solo metà di noi si son presi la briga di esercitare.

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Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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