Elezioni-2013 di Giuliano Raponi

In un periodo di stravolgimenti politici ed economici internazionali molte sono le certezze a cui eravamo abituati che si vedono sfumare sotto i nostri occhi (paesi e banche che falliscono, pensioni incerte, precarieta’ lavorative…) ed altrettante le storture che risaltano evidenti e ci fanno assistere impotenti agli eventi che accadono nel mondo. L’Italia, come molti altri paesi, e’ coinvolta in questo cambiamento e non puo’ essere immune dai nuovi assetti che si andranno a delineare.

Pertanto, e’ necessario far alzare la soglia di allerta e sollecitare la coscienza dell’opinione pubblica affinche’ le decisioni del popolo, per poco che possano influire, siano le piu’ autonome possibili e consapevoli del fatto che influenzeranno la vita di tutti per molti anni a venire, se non di intere generazioni future.

Fatta questa premessa, con la certezza che quanto sto’ per scrivere non ha la pretesa di essere una visione esauriente di quanto oggi accade in Italia, ma serve solamente come spunto di riflessione, cerchero’ di ripercorrere gli eventi salienti che potrebbero esserci utili a materializzare un nostro ragionamento e capire almeno quanto sta accadendo e quello che prevedibilmente potrebbe accadere in un futuro prossimo, senza voler dimenticare, come disse Andreotti, che “a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.

In Italia, ormai tutti non possono non sapere che il prossimo 24 e 25 febbraio, in seguito allo scioglimento anticipato delle Camere della XVI Legislatura, si terranno le elezioni politiche 2013 per il rinnovo dei due rami del Parlamento italiano, la Camera dei Deputati ed il Senato. Nella stessa data ci saranno anche le elezioni anticipate per eleggere i Presidenti ed i Consigli delle regioni della Lombardia, Molise e Lazio dopo che i governi di queste regioni sono caduti per svariati scandali. Inoltre, alla scadenza del mandato settennale di Giorgio Napolitano, che non avrebbe dato la sua disponibilita’ ad accettare una nuova rielezione, il 15 maggio 2013, si terranno anche le elezioni del Presidente della Repubblica.

Fino a qui, tutto sembrerebbe ordinariamente normale. Tuttavia, tenendo presente quanto accaduto nel recente passato ed approfondendo nel dettaglio le procedure di voto e le tempistiche di quanto sta per accadere, si puo’ capire subito l’elevato rischio a cui e’ esposta l’Italia in questo momento, non necessariamente un rischio politico legato ai soli poteri nazionali. D’altro canto, dei segnali che la politica stia seguendo un suo corso, incurante della realta’ quotidiana e scollegato dalla gente, ci sono gia’ stati.

Infatti, nonostante la raccolta di oltre 1.200.000 firme del 2011 per indire un referendum ed abrogare il sistema elettorale attuale (la cosiddetta legge Porcellum) e ritornare ad un sistema di voto in cui si elegesse direttamente il candidato, la nostra classe politica dirigente ha deciso di fatto di ignorare il volere popolare ed, anche questa volta, di far rieleggere il Parlamento con la stessa legge elettorale che fu approvata a poche settimane dalle elezioni del 2005 e, come tutti ricorderanno, con la giustificazione di voler semplificare il sistema politico rendendolo quanto piu’ possible bipolare. Fermo restando che evidentemente un sistema bipolare e’ piu’ semplicemente controllabile di un sistema multipartitico, e’ lecito pensare che la scelta di non voler cambiare la legge Porcellum, sia stata dettata da una situazione di comodo per controllare i prossimi candidati eletti, visto che con questo meccanismo l’elettore e’ chiamato a scegliere solo il simbolo della lista, mentre i nomi dei candidati sono scelti dalle segreterie dei partiti e verranno eletti secondo l’ordine di presentazione in base ai seggi ottenuti dalla singola lista. Inoltre, sempre con questa legge, sono previste delle soglie di sbarramento ma alla coalizione vincente spettera’ un cospicuo premio di maggioranza che gli permettera’ di raggiungere la maggioranza assoluta alla Camera.

Il Presidente della Repubblica, pertanto, sulla base del risultato delle elezioni, prima nominera’ il Presidente del Consiglio ed i Ministri, che quest’ultimo suggerira’ per la formazione del nuovo Governo, e poi si dimettera’ per la scadenza del suo mandato. I nuovi eletti del Parlamento, riunito in seduta comune, insieme a tre delegati per ciascuna regione (uno per la Valle d’Aosta), a loro volta eleggeranno il nuovo Presidente della Repubblica. Per far cio’, nelle prime tre votazioni è necessaria l’approvazione dei due terzi dei votanti, mentre per le votazioni successive è sufficiente la maggioranza assoluta, la stessa maggioranza assoluta che almeno alla Camera dei Deputati e’ garantita ad una coalizione dal sistema elettorale in vigore.

Altro segnale da non sottovalutare e’ quanto accaduto nell’appena trascorsa XVI Legislatura e come si e’ passato dal IV Governo Berlusconi, regolarmente eletto dai cittadini e costituito da un’alleanza tra i partiti di centro destra, al Governo Monti, nominato sulla base di una “emergenza” nazionale direttamente dal Presidente Giorgio Napolitano e, pertanto, non leggittimato dalle votazioni del popolo.

Nel 2011, infatti, la sfiducia fu pilotata dall’Europa e si materializzo’ grazie agli attriti interni alla coalizione, provocati anche dal malessere di Giulio Tremonti e, tra gli altri, dall’On. Gianfranco Fini. In realta’, in altri luoghi i giochi per l’Italia sembravano gia’ essere stati pianificati da tempo. Infatti, dopo una lettera sottoscritta dai governatori della BCE (quello uscente Jean Claude Trichet e quello entrante Mario Draghi), con la quale si faceva pressioni sull’Italia per approvare una serie di misure urgenti per uscire dalla crisi, e l’impegno di Berlusconi ad adempiere, si giunse allo spiacevole episodio del G20 di Cannes in cui il premier tedesco Angela Merkel e quello francese Nicolas Sarkosy, diedero la spallata al nostro Governo, deridendo in pubblico in modo compassionevole il Presidente del Consiglio Berlusconi. Per aumentare la credibilita’ del paese si accetto’ addirittura il monitoraggio del Fondo Monetario In ternazionale (FMI) sui progressi riguardanti le riforme economiche e gli effetti di queste sui conti pubblici. Tutto cio’, pero’, non servi molto per contenere le speculazioni economiche del momento e pertanto, grazie all’elevato spread (pilotato da ingenti somme di denaro spostate con scopo speculativo da note banche), la minaccia di poter precipitare in una crisi economica senza possibilita’ di ritorno, grazie ad un’opposizione sciagurata e non lungimirante e, non per ultimo, la complicita’ di tutta la nostra classe politica dirigente (che non aveva ancora raggiunto il tempo minimo per l’ottenimento del vitalizio) si decise di cambiare pagina, sfiduciando il Governo in carica, e di supportare e giustificare le scelte che subito dopo adotto’ il Presidente Napolitano, nominando Mario Monti, prima Senatore a vita e poi nuovo Presidente del Consiglio.

Altri eventi di rilevanza meriterebbero di essere analizzati in un ottica strategica per capire ulteriormente le pressioni dei poteri sull’Italia (soprattutto quelli accadduti nell’ultimo anno, come gli scandali che hanno colpito la banca Monti dei Paschi di Siena, l’ENI e la FINMECCANICA) ma questo richiederebbe un allungamento dell’articolo che per il momento non e’ necessario.

Alla luce di quanto appena semplificativamente ripercorso, ci sono delle domande che dovremo porci per capire quali potrebbero essere le prospettive per il nostro paese dopo il voto prossimo. Quali potrebbero essere le soluzioni di Governo? Come si potrebbe evolvere lo scenario politico italiano in funzione di quello internazionale? Quale altra reazione economica che condizioni strumentalmente le scelte politiche future italiane potremo aspettarci? Potrebbero verificarsi altre circostanze che possano bypassare di nuovo il volere popolare?

E’ un dato di fatto che la reazione a questi scenari ha spinto in Italia la crescita del Movimento 5 Stelle (M5S) di Beppe Grillo, che, come molti altri movimenti in altrettanti paesi europei, Germania compresa, si oppone alla politica della finanza e di austerita’ che ci ha condizionato fino ad’oggi. Ma si puo’ pensare che ci siano dei poteri dietro questi movimenti? Non e’ forse lecito pensare che anche l’aumento del malumore in tutta Europa, possa essere stato generato per raggiungere abiettivi ancora piu’ estremi ed assolutisti?

Forse, a questo punto, sarebbe indispensabile fare riferimento alle teorie che aleggiano in ogni scelta politica mondiale degli ultimi decenni ricordando che i potenti della Terra (partendo dai molti presidenti americani come Bush, Obama ed altri, passando per personaggi come Sarkosy, Gorbaciov, Napolitano… ed addirittura arrivando al Papa Benedetto XVI) sono anni che parlano, nei loro discorsi pubblici, di un Nuovo Ordine Mondiale (NWO).

Non possiamo non ricordare, pertanto, l’influenza che i gruppi di potere (come il Binderberg, Aspen, la Trilaterale ed altri) esercitano sul mondo reale, seppur in modo spesso poco trasparente per il popolo, e che ovunque, in Italia compresa, i personaggi piu’ influenti ne fanno parte. Queste organizzazioni, tuttavia, non sono delle entita’ statiche e devono essere interpretate come un qualcosa di vivo in grado di modificare i propri comportamenti ed idee in base alle necessita’ del momento. Sono organizzazioni camaleontiche di larghe vedute create per influenzare i modi di pensare ed agire di politici, economisti ed industriali, che controllano i poteri decisionali della finanza mondiale e delle organizzazioni internazionali (Banca Mondiale, FMI, BCE…) ed abbracciando posizioni politiche opposte in molti paesi (USA, Germania, Italia…) si garantiscono una loro influenza, se non un’egemonia, in ogni circostanza che si potrebbe verificare.

In conclusione, non ci si puo’ meravigliare se ancora una volta, a ridossso o in seguito alle elezioni, utilizzando l’influenza della finanza (come l’innalzamento dello spread), si condizionasse di nuovo la situazione politica del paese; se si creassero alleanze di circostanza, che uniscano frange di partiti opposti (dal PDL, al PD, passando per Monti, Casini e Fini) per bypassare il volere popolare espresso dal voto con la giustificazione dell’emergenza e dell’ingovernabilita’ del paese dovuta ad una mancanza di una maggioranza decisiva; se vincessero parti politiche che comunque, seppur apparentemente estreme ed indipendenti, siano influenzate dai poteri appena descritti; o se addirittura la scelta dello stesso Presidente della Repubblica futuro fosse condizionata dagli stessi poteri.

Per il momento non ci resta che andare a votare ed aspettare l’esito del voto per vedere quali saranno nei fatti i risvolti futuri sulle nostre vite e le decisioni che altri prenderanno per noi e, seppur con la certezza di essere sotto l’influenza di poteri da noi incontrollabili, avere l’illusione e la speranza che con il nostro voto qualcosa possa effettivamente cambiare in meglio.

 

 

 

 

 

 

 

 

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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