Dario Cologna ha sangue italiano nelle vene. Il padre Remo è di Tubre e la madre Christine Platzer è di Stelvio, due paesi in provincia di Bolzano. Cologna, però, è un nome trentino. Il nonno Emilio Cologna, infatti, era di Castelfondo in Val di Non.
Tutta la famiglia Cologna era qui: il fratello minore Gianluca, che gareggia, la sorella maggiore Andrea, mamma Christine e papà Remo. Tutta la famiglia Cologna era qui: il fratello minore Gianluca, che gareggia, la sorella maggiore Andrea, mamma Christine e papà Remo. C’era la ragazza di Dario, Laura Bucher, e anche la cugina Cristiana Cologna, figlia di Paolo, fratello di papà Remo, che vive a Predazzo in Val di Fiemme. I Cologna, infatti, vivendo sul filo di coltello della frontiera, sono rotolati un po’ di qui e un po’ di là. Ma hanno assistito insieme, con trepidazione, alla vittoria di Dario. Christine e Andrea si sono commosse fino alle lacrime.
La gioia e l’emozione sono sbocciate, in mezzo al frastuono assordante del “Treichelgruppe”, il club dei fans di Cologna, giunti dalla Val Monastero armati appunto dei “Treichel”, giganteschi campanacci, che arrivano a pesare anche 14 chili.
Oggi Dario Cologna ha la doppia cittadinanza, svizzera e italiana. Ma è nato l’11 marzo 1986 a Santa Maria Val Müstair, 1248 metri di quota, in Svizzera a due passi dal confine con l’Italia. Racconta papà Remo: <Abitavamo a Tubre, in Italia, a 50 metri dal confine. Ma io lavoravo in Svizzera e anche mia moglie Christine fa la segretaria lì. Così 31 anni fa abbiamo preso casa un chilometro più in là in territorio svizzero. Ma restiamo italiani. A casa mia c’è la bandiera italiana>.
E Dario? <Dario è svizzero per l’anagrafe e per lo sci. Oggi vive a Davos. È nato e cresciuto in Svizzera. Però ha geni italiani, è un acceso tifoso del Milan e da ragazzo ha giocato a calcio fino a 17 anni nel Malles, una squadra altoatesina. Si può dire che un pezzo del suo cuore è italiano>, racconta Remo Cologna. Importa anche rilevare che Santa Maria Val Müstair, la culla di Dario, è geograficamente italiana, il rio Ram, che la attraversa, infatti, appartiene al bacino idrogeologico dell’Adige.
Mamma Christine rivela: <Dario è sempre stato un bambino molto calmo, obbediente. A scuola voleva far bene e s’impegnava molto. Fin da piccolo ha amato lo sport, il calcio soprattutto, poi ha fatto la corsa, il ciclismo e lo sci da discesa. Solo a 12 anni ha incominciato con lo sci da fondo. Credo che il suo eclettismo sia la chiave del suo successo, insieme con la testa: Dario sa bene quello che vuole>.
Per questo aveva collezionato 3 Coppe del Mondo, 3 Tour de Ski e l’oro olimpico nella gara di apertura dei Giochi di Vancouver 2010, la 15 km a tecnica libera. Gli mancava l’oro mondiale, che ha raggiunto con una condotta di gara stupenda.
Oggi Dario vive a Davos, a 1543 metri di quota, insieme al fratello Gianluca. Proprio a Davos, nel 1894, Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes, scrisse sul “Strand Magazine”, con stupendo “sense of humour”, un articolo prezioso sullo sci. Qualche tempo dopo Conan Doyle, con orgoglio, scriverà in una lettera alla madre: <Sono il primo inglese ad aver superato un passo alpino sugli sci>. Cologna, insomma, scia seguendo le impronte di Sir Arthur Conan Doyle. A decifrare la trama della corsa lo aiuta Sherlock Holmes.



