boateng_milan_getty  di Vincenzo Sfirro

Questo articolo nasce da una riflessione sui recenti fatti di cronaca sportiva: si tratta dell’incontro di calcio tra le squadre Pro Patria e Milan, svoltosi lo scorso 3 Gennaio 2013, conclusosi in anticipo a seguito della reazione negativa e razzista dei tifosi nei confronti del giocatore milanista, ma di origine ghanese Boateng.

Ovviamente, essendo chi scrive un appassionato di letteratura e dello studio delle parole, la riflessione presente in questo articolo non poteva non concentrarsi su quei “bu” definiti razzisti, rivolti dalla tifoseria del Pro Patria al giocatore di colore. Un giudizio etico, infatti, è già stato espresso dai giornalisti sia nei confronti della tifoseria che del calciatore in questione: entrambi hanno avuto, a torto o a ragione, un comportamento estremamente negativo, agli uni per aver giudicato un giocatore facendo riferimento alle sue origini, e non alla sua prestazione sportiva, l’altro per aver risposto agli insulti fermando il gioco e calciando il pallone contro i tifosi. Come hanno già dimostrato molti studi di biologia, infatti, l’appartenenza a una popolazione piuttosto che a un’altra non influisce minimamente, sulle prestazioni sportive di una persona; per tanto non è possibile generalizzare i caratteri genetici di un uomo alla sua popolazione di appartenenza. Quindi anche se Boateng s’è comportato da calciatore maleducato, tale carattere (la cattiva educazione) non rappresenta il suo popolo, che magari avrà preso le distanze da un atteggiamento del genere, come pure se le tifoserie italiane sono violente ed educate più alla guerriglia che al tifo, per fortuna, non tutti i tifosi e non tutti gli italiani si comportano allo stesso modo. Insomma, se da una parte l’atteggiamento del calciatore è giustificabile, in quanto dovuto anche a un senso di rabbia nato in seguito agli insulti, quello dei tifosi, al contrario non ammette scusanti. Va anche detto però, che il rispetto, magari anche quello della tifoseria avversaria che in futuro, a seconda degli andamenti del calcio mercato, potrebbe diventare la propria, è un qualcosa da guadagnarsi col tempo e con un comportamento corretto, soprattutto a fronte dei milioni di euro guadagnati al termine di ogni partita, cosa che dovrebbe rinfrancare anche da una giornata caratterizzata dal tifo ostile di una tifoseria poco civile.

 

 

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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