di Chiara Cristina Lattanzio
Uno studio commissionato dal Movimento Italiano Genitori (MOIGE) fa emergere dati allarmanti sulla percentuale di minori che vengono adescati da malintenzionati in rete. La metà di loro non denuncia il fatto.
“I minori navigano, ‘troppo’ tra le tra le 3 e le 4 ore giornaliere. Osservando i dati si rileva che, a fronte dei due terzi dei ragazzi che naviga sul web non più di 3 ore al giorno, più di un terzo (soprattutto maschi) lo fa per ben oltre 5 ore. Per quanto riguarda i limiti e le preoccupazioni dei genitori, il dato per nulla rassicurante è che la percentuale dei padri e delle madri che pongono dei limiti ai propri figli sul tempo di navigazione ammonta a meno del 20%, mentre 8 genitori su 10 si fidano di loro e non stabiliscono alcuna restrizione. Preoccupa su questo fronte anche il 17% di genitori che non da nessun consiglio ai figli su cosa non fare nel web. Ben 6 ragazzi su 10 non hanno computer dotati di sistemi di sicurezza e filtri per il controllo di accesso a siti dai contenuti pedopornografici e violenti.”
‘Educare per educare’ ad un corretto uso del web è il convegno evento promosso dal Moige tenutosi oggi presso la sede della Regione Lazio.
“In pochi anni Internet è entrato prepotentemente nella vita dei nostri figli sotto tutti i punti di vista, dallo studio alla socializzazione con i coetanei. – spiega Maria Rita Munizzi, Presidente Nazionale del Moige -Molto spesso, però, la rete cela delle insidie, dei pericoli reali come la pedopornografia e il cyberbullismo che possono danneggiare in maniera grave l’integrità e l’incolumità dei minori, spesso inconsapevoli dei rischi che si nascondono dentro il web. Per questo è necessario educarli con progetti come questo, affinché diventino navigatori consapevoli e ambasciatori del corretto utilizzo di internet”.
Quattro ragazzi su dieci sono stati adescati su internet da sconosciuti. Alcuni di loro si sono limitati a dare al nuovo contatto i propri dati personali, il 40% ha invece ricevuto proposte indecenti. Il 52% di questi sono femmine. La maggior parte dei ragazzi ha interrotto immediatamente la connessione, ma almeno un terzo di questi ragazzi ha continuato ad avere contatti con l’adescatore.
Sono pochissimi quelli che hanno denunciato il fatto ai genitori, mentre il 4% ha accettato di corrispondere alle proposte ricevute.
David Martinelli, Medico chirurgo presso l’Ambulatorio per le dipendenze da internet del Policlinico Gemelli ha detto: “Partendo dall’esperienza del nostro ambulatorio abbiamo analizzato le profonde modificazioni che le nuove tecnologie hanno introdotto nel nostro modo di vivere, valutando come tali cambiamenti non abbiano influenzato solo gli aspetti pratici, ma anche il modo stesso di percepire la realtà. Da qui abbiamo cercato di fornire elementi utili a distinguere, nell’ambito di questo ‘nuovo modo di pensare’, gli aspetti patologici da quelli evolutivi”.
Marco Valerio Cervellini, Polizia Postale e delle Comunicazioni ha dichiarato: “Internet è ormai il mezzo di comunicazione più diffuso, soprattutto tra i giovani, per questo deve essere utilizzato osservando regole che consentono di evitare i rischi e i pericoli che si possono incontrare durante la navigazione L’educazione alla prevenzione appare lo strumento più efficace per formare i ragazzi e iniziative come queste sono estremamente utili per indirizzarli verso un uso corretto della rete”.



