Se vi chiedessero quale ritenete il monumento simbolo di Roma probabilmente la vostra risposta a colpo sicuro sarebbe certamente l’Anfiteatro Flavio , più conosciuto semplicemente come Amphitheatrum o sotto il nome di Colosseo.
Beda il Venerabile nell’VIII secolo disse: “Quamdiu stabit Colyseus stabit et Roma; cum cadet Colyseus cadet et Roma; cum cadet Roma cadet et mundus” (che tradotto vuol dire: “Finché esisterà il Colosseo, esisterà anche Roma; quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma; quando cadrà Roma, cadrà anche il mondo”).
Oggi per fortuna, dopo tanti restauri (fra i più famosi è giusto menzionare quanto meno quelli di Raffaele Stern nel 1806 e quelli di Giuseppe Valadier nel 1823) che sono stati oggetto di studio dei maggiori esperti del settore a livello mondiale, il Colosseo è ancora lì, resistendo alle intemperie (è stato eretto in piena epoca Flavia nell’80 a.C.).
Tuttavia un’incredibile scoperta è stata effettuata durante gli ultimi interventi finanziati dalla Soprintendenza Speciale Archeologica di Roma…
Nella galleria del terz’ordine, a poco più di trenta metri dal livello stradale, sono state trovate delle piccolissime tracce policrome di decorazione (si parla di pochi metri quadrati per ora).
Le opere parietali trattano diversi temi e potrebbero poter essere ammirate da tutti già fra pochi mesi.
Sicuramente questa notizia contribuirà ad accrescere la fama dell’emblema della “romanità” e a far aumentare il numero della visite dei curiosi che tutti i giorni accorrono a Roma da ogni parte del mondo.



