di Daniela Cerino
In un periodo dove tutta la società e i canali di comunicazione non fanno altro che parlare di politica, di crisi, di fine del mondo, di nulla….attribuendo varie ‘colpe’ attraverso un gioco di scarica barile ancor più triste e subdolo, lasciamoci trasportare da un pensiero costruttivo e positivo che ci proietti a scoprire e a metterci in gioco…il viaggio.
Sebbene viviamo in un sistema ‘automatico e tecnologico’ che se da un lato ci facilita la vita, dall’altro ci rende più aridi, c’è qualcosa che non smetterà mai di ‘stupirci’ di fronte agli altri esseri umani, alla natura, al mondo, alla diversità….viaggiare.
L’immagine iniziale è il moto interiore che ci spinge a decidere dove andare e perché, è la preparazione ad una apertura della nostra persona a ciò che ancora non conosciamo. Pian piano la crescita del desiderio diventa piacere, attesa, trepidazione, ma senza dimenticare che nel viaggio avviene sempre uno scambio tra ciò di cui siamo portatori e ciò che siamo pronti a ricevere da quella esperienza.
Stiamo per intraprendere un percorso attraverso un mescolamento continuo dei cinque sensi….tutto ci confonde tutto ci scuote attraverso continue emozioni, che passano dallo stupore all’affezione, dall’entusiasmo allo sbalordimento.
Stiamo per partire dunque ma, saremo più viaggiatori o turisti? Qui cambia totalmente il punto di vista da individuo a individuo. Il viaggiatore ‘vede’ il viaggio con il ‘terzo occhio’, con l’anima; il turista vive il viaggio più da un punto di vista ‘teorico’, pragmatico, a volte anche metodico e abitudinario che certamente gli toglie il piacere di riscoprirsi e mettersi continuamente in gioco nella piacevolezza dell’incognita.
E allora si parte!



