di Mario Fiori

Nonostante si dica in giro che la musica stia morendo ieri sera al Jailbreak di Roma
abbiamo assistito a delle bellissime performance di grandissimi artisti.
La musica ha primeggiato in una notte piovosa della notturna Roma, rilasciando nell’aria un sapore di emozioni e suoni.

La serata è stata inaugurata dai Blind Horizon, che con il loro sound nudo e crudo hanno dato il benvenuto al pubblico. La voce estremamente notevole di Lorenzo Di Mattia ha colpito gli spettatori per la sua bravura e per il cambio vocale da voce pulita a growl senza sforzo e con estrema facilità. Notevole il chitarrista Luca Fois per gli assoli davvero magistrali. Il risultato generale è di una band abbastanza amalgamata e ben studiata.
Poi è stata la volta dei Lunocode, che grazie al carisma della cantante Daphne Romano dalla voce chiara e melodica, e alle note quasi psichedeliche dei musicisti, hanno tenuto alto il valore della serata preparando un atmosfera al gruppo protagonista della serata: Ivorymoon.
Per concludere l’evento,abbiamo avuto il piacere di ascoltare la presentazione del nuovo disco degli Ivorymoon: Dark time.
Accostare una voce metal maschile ad una lirica femminile in Italia non è fatto di tutti i giorni
e qualcuno avrebbe potuto storcere il naso…ma l’unione di queste due voci differenti
ha tolto i dubbi a tutti i diffidenti regalando un sound magico cupo ma nello stesso tempo brillante.
Un ritmo che scivolava liscio come l’olio ma che al tempo stesso arrivava fin dentro lo sterno
i due chitarristi Davide Calisse e Fabrizio Zucchini sufficentemente amalgamati sostenevano il groove energico del batterista Emanuele Valabrega non sempre preciso e del bravo bassista Fabrizio Sclano.
Le tastiere sostenute da Filippo Natoli a volte incerte e a volte più decise hanno dato un tocco di sinfonico e classico ma anche di moderno allo stesso tempo, sul quale la voce della cantante Sandro Manicone si adagiava perfettamente.
La bellissima voce maschile del già citato Sandro Manicone, prevalentemente heavymetal sembra adattarsi camaleonticamente alla stupenda voce del soprano Gabriella Aleo che adatta le due vocalità al genere.
I due elementi riescono ad essere vincenti su tutto mascherando alcuni errori tecnici della band e dalla parte fonica nel risultato live, e convincendo il pubblico a pieno trascinandolo nel delirio musicale.
Insomma tenuta di palco 10/musica 10 e professionalità 8.

Gli Ivorymoon hanno scritto la parola fine ad una serata romana di ottima musica fatta da chi della musica ha fatto la propria filosofia di vita.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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