di Chiara Cristina Lattanzio
Antonino Messicati Vitale, accusato di associazione mafiosa ed estorsione aggravata, era riuscito a fuggire, durante l’operazione Sisma, lo scorso 16 aprile dalla quale emerse una pesante condizionamento di Cosa nostra per il condizionamento degli assetti politici e delle amministrazioni comunali di Misilmeri e Villabate per riuscire ad aggiudicarsi appalti pubblici.
Determinanti, per l’arresto, intercettazioni ambientali e telefoniche oltre ai pedinamenti alla famiglia partita per un viaggio a Bali, dove Messicati risiedeva in un lussuoso hotel.
Salvatore Altavilla capo del reparto operativo dei carabinieri di Palermo ha dichiarato: “Secondo quanto abbiamo accertato, Messicati non aveva mai perso i contatti con la sua famiglia di origine e rappresentava ancora il referente della famiglia mafiosa di Villabate”.
Figlio di Pietro Messicati Vitale, noto killer di mafia boss di Villabate, imputato nel primo e nel secondo maxiprocesso a Cosa nostra palermitana, fu ucciso in un agguato dopo 50 giorni dalla sua scarcerazione nel luglio 1988 ad Aspra vicino Bagheria.
Per la festa dei suoi 40 anni, Antonino Messicati Vitale, il 18 aprile scorso aveva chiesto ad un’orchestra di suonare le musiche de ‘Il padrino’.
La locale Dda (Procuratore Aggiunto Agueci e Sostituti Procuratori Sava, Di Matteo, Sabella) ha coordinato le indagini con la collaborazione di personale del Servizio per la Cooperazione internazionale di polizia – Dcpc di Roma.



