di Michele Caruso

«Come fare per restare competitivi anche in tempo di Crisi? A questa domanda cerca di rispondere lo studio pubblicato dall’INSEE sulle strategie aziendali in tempo di Crisi in Europa, ponendo l’accento in particolare sull’innovazione.
Tra il 2008 ed il 2010, il 50% delle imprese con più di dieci dipendenti ha fatto innovazione. “E lo ha fatto con molta più determinazione rispetto ai precedenti tre anni”, afferma lo studio.L’innovazione viene qui considerata in senso lato: essa si riferisce sia allo sviluppo di nuovi prodotti, al loro miglioramento, sia a quel che concerne le strategie di vendita o al cambiamento dell’assetto organizzativo aziendale.
Più in dettaglio, solo il 12% delle aziende ha innovato attraverso l’introduzione di un nuovo prodotto sul mercato, prova concreta di una forza creativa. I cambiamenti riguardanti la struttura organizzativa ed il processo decisionale hanno riguardato ben il 35% del campione analizzato; e quelli relativi al marketing, invece, hanno interessato circa il 24%.

Meno innovazioni tecnologiche
Secondo il rapporto, l’Informazione e la Comunicazione sono i settori dove si innova maggiormente (71%). Seguono l’Industria (56%), le attività scientifiche (53%) e le assicurazioni e la finanza (50%).
Nessuna sorpresa quindi: più sono grandi le aziende e più fanno innovazione. L’80% delle aziende con più di 250 dipendenti hanno innovato, rispetto al più basso 45% di quelle con un numero di dipendenti che oscilla tra 10 e 50.
Tuttavia, se si prendono in considerazione solo le innovazioni puramente tecnologiche, lo studio riscontra, nel triennio 2008-2010, un leggero calo di tre punti percentuali rispetto al passato. Le due possibili spiegazioni sono: la mancanza di capitali e la diminuzione del numero di imprese “nella Industria e nella finanza, due settori ad alto tasso di innovazione tecnologica”.

L’Export
Infine, l’INSEE mette in evidenza la relazione profonda tra innovazione ed esportazione. Il 65% delle aziende che esportano, infatti, hanno fatto della innovazione la propria ragion d’essere: una pratica che si ritrova solo nel 42% delle aziende che agiscono su scala nazionale.
Le turbolenti forze in gioco dei mercati internazionali, spingono dunque ad innovare costantemente: il 24% delle aziende che hanno alti volumi di export, hanno lanciato, nel corso del triennio considerato, un nuovo prodotto sul mercato, rispetto al risicato 6% delle aziende che non fanno esportazione.

I freni all’innovazione: i costi
Il 41% delle aziende afferma di aver dovuto fare i conti con degli ostacoli che frenavano il loro processo d’innovazione o che comunque li dissuadevano a rinunciare.
Primo freno (rilevato dal 28% del campione): i finanziamenti, sia per mancanza di capitali sia per la paura di richiedere prestiti senza la certezza di garanzie e con il rischio di insolvenza. La seconda barriera (22%) è rappresentata dall’incertezza della domanda (il mercato è quasi sempre dominato dai grandi attori) e dalla scarsa conoscenza relativa alle tecnologie ed al mercato (17%).
Per avere successo e superare questi freni inibitori, il 56% delle aziende ha mobilitato tutte le competenze interne necessarie o ha affidato il difficile compito a fornitori di servizi esterni.»

BIBLIOGRAFIA
Innover en temps de crise, c’est possible!, Par Tiphaine Thuillier pour LEntreprise.com, publié le 24/10/2012
http://lentreprise.lexpress.fr/innovation/innover-en-temps-de-crise-c-est-possible_36168.html?xtmc=innover&xtcr=7

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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