Lo studio di Fase III con nab™ paclitaxel ha dimostrato  un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza globale nei pazienti con carcinoma pancreatico in stadio avanzato.

Celgene International Sàrl, una consociata di Celgene Corporation (NASDAQ: CELG), ha annunciato che il suo studio di Fase III su nab™ paclitaxel (nanoparticelle di paclitaxel legato all’albumina) somministrato in combinazione con gemcitabina a pazienti affetti da carcinoma pancreatico in stadio avanzato mai trattati in precedenza ha raggiunto l’endpoint primario della sopravvivenza globale. In questo studio, nab™ paclitaxel associato a gemcitabina ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza globale rispetto alla sola gemcitabina.
Nello studio internazionale MPACT (Metastatic Pancreatic Adenocarcinoma Clinical Trial) promosso da Celgene, con disegno randomizzato, in aperto, 861 pazienti affetti da carcinoma pancreatico metastatico sono stati randomizzati alla terapia combinata con nab™ paclitaxel e gemcitabina (125 mg/m2 più 1.000 mg/m2 di gemcitabina per 3 settimane seguite da una settimana di pausa) o a gemcitabina in monoterapia (1.000 mg/m2 somministrati settimanalmente per 7 settimane seguite da una settimana di pausa – ciclo 1 – e successivamente, dal ciclo 2, somministrazione settimanale per 3 settimane seguite da una settimana di pausa).
Endpoint primario dello studio è il miglioramento della sopravvivenza globale. Gli endpoint secondari includono la valutazione della sopravvivenza libera da progressione, la risposta obiettiva del tumore e la sicurezza e la tollerabilità della combinazione nella popolazione di pazienti con carcinoma pancreatico in stadio avanzato.
Il profilo di sicurezza di nab™ paclitaxel somministrato in associazione a gemcitabina emerso da questo studio è sovrapponibile a quello riscontrato in altri studi clinici su nab™ paclitaxel nel carcinoma pancreatico. Un abstract dell’ultima ora su questo studio è stato inviato alla Segreteria scientifica del Congresso sui tumori gastrointestinali dell’ASCO (American Society of Clinical Oncology) in programma a San Francisco dal 24 al 26 gennaio 2012.
Visti i risultati dello studio MPACT, Celgene intende iniziare l’iter per l’ottenimento dell’autorizzazione all’immissione in commercio negli Stati Uniti, in Europa e in altri mercati.
Questi risultati provengono da uno studio sperimentale di Fase III.
Nab™ paclitaxel non è attualmente approvato per il trattamento del carcinoma pancreatico in stadio avanzato.

Informazioni sul carcinoma pancreatico in stadio avanzato
Il carcinoma pancreatico in stadio avanzato è una neoplasia difficile da trattare, con le più basse percentuali di sopravvivenza tra tutti i tipi di cancro. La sopravvivenza a 5 anni dei pazienti affetti da carcinoma pancreatico è del 5,5. I due tipi principali di carcinoma pancreatico sono gli adenocarcinomi, che rappresentano il 95% circa del totale, e i tumori neuroendocrini. Il carcinoma pancreatico è relativamente poco frequente, rappresentando il 2,1% di tutte le nuove diagnosi di cancro; tuttavia è la quarta causa di morte per cancro negli Stati Uniti e nel mondo.

Informazioni su nab™ paclitaxel
Nab™ paclitaxel consiste di nanoparticelle di paclitaxel legato all’albumina ed è prodotto con la tecnologia brevettata nab®. Nab™ paclitaxel è formulato con albumina, una proteina umana, e non contiene solventi.
Negli Stati Uniti nab™ paclitaxel è stato approvato per la prima volta nel gennaio 2005 per il trattamento del carcinoma mammario metastatico che abbia fallito una chemioterapia di combinazione di prima linea o sia recidivato entro 6 mesi dal termine della chemioterapia adiuvante. La terapia precedente deve aver incluso un’antraciclina salvo che ciò non sia clinicamente controindicato. Nab™ paclitaxel è disponibile anche in Europa, Canada, Russia, Australia, Nuova Zelanda, India, Giappone, Corea del Sud, Bhutan, Nepal, Emirati Arabi Uniti e Cina per il trattamento del carcinoma mammario metastatico.
A ottobre 2012 è stato approvato dall’agenzia statunitense Food and Drug Administration (FDA) per il trattamento di prima linea del carcinoma polmonare non a piccole cellule, localmente avanzato o metastatico, in associazione a carboplatino, in pazienti non candidati a chirurgia curativa o a radioterapia.
Per le informazioni di prescrizione complete di nab™ paclitaxel vedere http://www.abraxane.com.
Nab™ paclitaxel è attualmente in varie fasi di studio per il trattamento dei seguenti tipi di cancro: carcinoma pancreatico, melanoma metastatico, carcinoma ovarico, tumore della vescica e carcinoma mammario (applicazioni più estese).
Nab™ paclitaxel per sospensione iniettabile (particelle di paclitaxel legate a proteine per sospensione iniettabile) (legate ad albumina) è indicato per il trattamento del carcinoma mammario in seguito a fallimento della chemioterapia combinata per la malattia metastatica o in seguito a recidiva entro 6 mesi dalla chemioterapia adiuvante. La terapia precedente deve aver incluso un’antraciclina salvo clinicamente controindicato.
Nab™ paclitaxel è indicato per il trattamento di prima linea del carcinoma polmonare non a piccole cellule, localmente avanzato o metastatico, in associazione con carboplatino, in pazienti non candidati a chirurgia curativa o a radioterapia.
Importanti informazioni di sicurezza
AVVERTENZA – NEUTROPENIA
Non somministrare nab™ paclitaxel a pazienti con conta dei neutrofili inferiore a 1.500 cell./mm3 al basale. Per monitorare l’insorgenza di mielosoppressione, principalmente di neutropenia, che può essere grave e provocare infezioni, si raccomanda di ripetere di frequente le conte delle cellule del sangue periferico in tutti i pazienti trattati con nab™ paclitaxel.
Nota: una forma di paclitaxel contenente albumina può influire in misura sostanziale sulle proprietà funzionali di un farmaco rispetto a quelle del farmaco in soluzione. NON SOSTITUIRE CON ALTRE FORMULAZIONI CONTENENTI PACLITAXEL NÉ USARE IN SOSTITUZIONE AD ALTRE FORMULAZIONI CONTENENTI PACLITAXEL.
CONTROINDICAZIONI
Conta dei neutrofili
Nab™ paclitaxel non deve essere usato in pazienti con conta dei neutrofili <1.500 cell./mm3 al basale.
Ipersensibilità
Nab™ paclitaxel non deve essere somministrato nuovamente ai pazienti che sviluppano una grave reazione di ipersensibilità.
AVVERTENZE E PRECAUZIONI
Effetti sul quadro ematologico
La mielosoppressione (principalmente la neutropenia) è dose-dipendente ed è una forma di tossicità dose-limitante di nab™ paclitaxel.
Monitorare l’insorgenza di mielotossicità effettuando di frequente l’emocromo completo, inclusi il giorno 1 (pre-dose) per il carcinoma mammario metastatico (MBC) e i giorni 1, 8 e 15 per il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC).
Non somministrare nab™ paclitaxel a pazienti con conta assoluta dei neutrofili (ANC) inferiore a 1.500 cell./mm3 al basale.
In caso di grave neutropenia (<500 cell./mm3 per =7 giorni) durante un ciclo di terapia con nab™ paclitaxel, ridurre la dose del farmaco nei cicli successivi nei pazienti con MBC o NSCLC.
Nei pazienti con MBC, riprendere il trattamento quando la conta assoluta dei neutrofili (ANC) sia ritornata >1.500 cell./mm3 e la conta piastrinica >100.000 cell./mm3.
Nei pazienti con NSCLC, riprendere la terapia, se raccomandata, a dosi sempre ridotte sia per la somministrazione settimanale di nab™ paclitaxel che per quella di carboplatino ogni 3 settimane, dopo che la ANC sia tornata di almeno 1.500 cell./mm3 e la conta piastrinica di almeno 100.000 cell./mm3 il giorno 1 o la ANC sia di almeno 500 cell./mm3 e la conta piastrinica di almeno 50.000 cell./mm3 nei giorni 8 e 15 del ciclo.
Sistema nervoso
La neuropatia sensoriale è dose- e somministrazione-dipendente.
L’insorgenza di neuropatia sensoriale di grado 1 o 2 non richiede generalmente modifiche della dose.
In caso di neuropatia sensoriale di grado =3, è necessario sospendere il trattamento fino ridurla a grado 1 o 2 per ilMBC o fino al grado =1 per l’NSCLC, riducendo quindi la dose in tutti i cicli successivi di nab™ paclitaxel.
Ipersensibilità
Sono state segnalate reazioni di ipersensibilità gravi e talvolta fatali, incluse reazioni anafilattiche.
nab™ paclitaxel non deve essere somministrato nuovamente ai pazienti che sviluppano una grave reazione di ipersensibilità.
Compromissione epatica
Poiché la tossicità di paclitaxel può aumentare in presenza di compromissione epatica, occorre cautela nel somministrare nab™ paclitaxel a pazienti con compromissione epatica.
Nei pazienti con compromissione epatica di grado moderato e severo è necessario ridurre la dose iniziale.
Albumina (umana)
Nab™ paclitaxel contiene albumina umana, un emoderivato Uso in gravidanza: categoria D
Se somministrato in gravidanza, nab™ paclitaxel può nuocere al feto.
Se il farmaco viene utilizzato in gravidanza o se la paziente incorre in una gravidanza durante la terapia, occorre informare la paziente del rischio potenziale per lo sviluppo fetale.
Le donne in età fertile devono essere avvisate che durante il trattamento con nab™ paclitaxel dovranno evitare di incorrere in una gravidanza.
Impiego nei pazienti di sesso maschile
Gli uomini devono essere avvisati che non devono concepire un figlio durante la terapia con nab™ paclitaxel.
REAZIONI AVVERSE
Studio randomizzato sul carcinoma mammario metastatico (MBC)
Nello studio sul MBC le reazioni avverse più comuni (=20%) associate alla somministrazione di nab™ paclitaxel in monoterapia sono state alopecia (90%), neutropenia (percentuale complessiva: 80%; grave nel 9% dei casi), neuropatia sensoriale ( sintomatica: 71%; grave nel 10% dei casi), anomalie nel tracciato ECG (percentuale complessiva: 60%, pazienti con ECG normale al basale: 35%), spossatezza/astenia (percentuale complessiva: 47%; grave nell’8% dei casi), mialgia/artralgia (percentuale complessiva: 44%; grave nell’8% dei casi), innalzamenti dei livelli di AST (percentuale complessiva: 39%), innalzamenti dei livelli di fosfatasi alcalina (percentuale complessiva: 36%), anemia (percentuale complessiva: 33%; grave nell’1% dei casi), nausea (percentuale complessiva: 30%; grave nel 3% dei casi), diarrea (percentuale complessiva: 27%; grave in <1% dei casi) e infezioni (24%).
La neuropatia sensoriale è stata la causa dell’interruzione del trattamento con nab™ paclitaxel per 7/229 pazienti (3%).
Altre reazioni avverse rilevanti includono vomito (percentuale complessiva: 18%; grave nel 4% dei casi), disfunzione renale (percentuale complessiva: 11%; grave nell’1% dei casi), ritenzione di liquidi (percentuale complessiva: 10%; nessun caso grave), mucosite (percentuale complessiva: 7%, grave in <1% dei casi), disfunzione epatica (innalzamenti dei livelli di bilirubina: 7%), reazioni di ipersensibilità (percentuale complessiva: 4%; nessun caso grave), trombocitopenia (percentuale complessiva: 2%; grave in <1% dei casi) e reazioni nel sito d’iniezione (<1%). Tutti i pazienti trattati con nab™ paclitaxel (n=366) hanno riferito disturbi oculari/visivi (percentuale complessiva: 13%, grave nell’1% dei casi). Sono state inoltre riferite disidratazione e piressia.
Gravi eventi cardiovascolari, possibilmente correlati alla monoterapia con nab™ paclitaxel, si sono verificati nel 3% circa dei pazienti e hanno incluso: infarto/ischemia del miocardio, dolore toracico, arresto cardiaco, tachicardia sopraventricolare, edema, trombosi, tromboembolismo polmonare, emboli polmonari e ipertensione.
Sono stati segnalati casi di attacchi cerebrovascolari (ictus) e di attacchi ischemici transitori
Studio sul carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC)
Nello studio sul NSCLC le reazioni avverse di grado =3, con una differenza =2%, associate all’uso combinato di nab™ paclitaxel e carboplatino sono state: anemia (28%); neutropenia (47%); trombocitopenia (18%) e neuropatia periferica (3%).
Le reazioni avverse più comuni (=20%) associate all’uso combinato di nab™ paclitaxel e carboplatino nel NSCLC sono state anemia, neutropenia, trombocitopenia, alopecia, neuropatia periferica, nausea e spossatezza.
Le reazioni avverse serie più comuni associate all’uso combinato di nab™ paclitaxel e carboplatino nell’NSCLC sono state anemia (4%) e polmonite (3%).
Le reazioni avverse più comuni che hanno determinato l’interruzione definitiva del trattamento con nab™ paclitaxel sono state neutropenia (3%), trombocitopenia (3%) e neuropatia periferica (1%).
Le reazioni avverse più comuni che hanno determinato una riduzione della dose di nab™ paclitaxel sono state neutropenia (24%), trombocitopenia (13%) e anemia (6%).
Le reazioni avverse più comuni che hanno determinato una sospensione o un ritardo nella somministrazione di nab™ paclitaxel sono state neutropenia (41%), trombocitopenia (30%) e anemia (16%).
Le seguenti reazioni avverse comuni (con incidenza =10%) sono state osservate con incidenza simile nei pazienti trattati con nab™ paclitaxel più carboplatino e nei pazienti trattati con iniezioni di paclitaxel più carboplatino: alopecia (56%), nausea (27%), spossatezza (25%), calo dell’appetito (17%), astenia (16%), stipsi (16%), diarrea (15%), vomito (12%), dispnea (12%) e rash (10%) (i tassi di incidenza indicati si riferiscono al gruppo di trattamento con nab™ paclitaxel più carboplatino).
Esperienza post-marketing con nab™ paclitaxel e altre formulazioni a base di paclitaxel
Reazioni di ipersensibilità gravi e talvolta fatali sono state riferite in associazione ad nab™ paclitaxel. L’uso di nab™ paclitaxel in pazienti con ipersensibilità accertata all’iniezione di paclitaxel o all’albumina umana non è stato studiato.
In associazione al trattamento con nab™ paclitaxel sono stati osservati casi di insufficienza cardiaca congestizia e disfunzione ventricolare sinistra, principalmente in soggetti con malattia cardiaca di base o esposti in precedenza a farmaci cardiotossici.
Sono stati segnalati casi di extravasazione con nab™ paclitaxel. Data questa possibilità, è consigliabile monitorare attentamente il sito dell’infusione con nab™ paclitaxel per una possibile infiltrazione durante la somministrazione del farmaco.
INTERAZIONI FARMACOLOGICHE
Occorre cautela nella somministrazione concomitante di nab™ paclitaxel con farmaci noti inibitori o induttori del CYP2C8 o del CYP3A4.
USO IN POPOLAZIONI PARTICOLARI
Donne in allattamento
Non è noto se paclitaxel sia escreto nel latte materno.
Poiché molti farmaci vengono escreti nel latte materno e dato il potenziale di reazioni avverse serie nei neonati allattati al seno, occorre decidere se interrompere l’allattamento o la terapia tenendo in considerazione l’importanza della terapia per la madre.
Popolazione pediatrica
La sicurezza e l’efficacia di nab™ paclitaxel in pazienti pediatrici non sono state valutate.
Popolazione geriatrica
Non si sono verificati casi di tossicità in misura significativamente più frequente tra pazienti di età =65 anni trattati con nab™ paclitaxel per MBC.
Mielosoppressione, neuropatia periferica e artralgia sono risultate più frequenti in pazienti di età =65 anni trattati con nab™ paclitaxel più carboplatino per NSCLC.
Compromissione renale
L’uso di nab™ paclitaxel non è stato studiato in pazienti con compromissione renale.
POSOLOGIA E SOMMINISTRAZIONE
Aggiustamenti della dose si raccomandano nei pazienti con compromissione epatica di grado moderato e severo e nei pazienti che sviluppano neutropenia o neuropatia sensoriale grave durante il trattamento con nab™ paclitaxel.
Sospendere il trattamento con nab™ paclitaxel in presenza di valori di AST >10 x ULN o di bilirubina > 5 x ULN.
La presenza di gravi tossicità ematologiche o neurologiche può richiedere una riduzione della dose o l’interruzione del trattamento.
Sottoporre i pazienti ad attento monitoraggio.
Si prega di leggere tutte le informazioni relative alla prescrizione, comprese le AVVERTENZE inserite nel riquadro, le CONTROINDICAZIONI, LE AVVERTENZE E PRECAUZIONI e LE REAZIONI AVVERSE.

Informazioni su Celgene International Sàrl
Celgene International Sàrl, con sede a Boudry nel Cantone di Neuchâtel (Svizzera), è una società interamente controllata da Celgene Corporation, di cui rappresenta una delle sedi internazionali. Celgene Corporation, con sede a Summit (New Jersey), è un gruppo farmaceutico integrato e globale impegnato principalmente nella ricerca, nello sviluppo e nella commercializzazione di terapie innovative per il trattamento delle neoplasie e delle patologie infiammatorie attraverso la regolazione dei geni e delle proteine. Per maggiori informazioni, si prega di visitare il sito web della società all’indirizzo www.celgene.com.

Dichiarazioni previsionali

Il presente comunicato stampa contiene alcune dichiarazioni generiche aventi carattere di previsione. Tali dichiarazioni, che possono essere identificate da termini quali “attendersi”, “prevedere”, “ritenere”, “intendere”, “stimare”, “pianificare”, “prospettiva” e simili, si basano sui piani, sulle stime, sulle ipotesi e sulle proiezioni correnti della direzione e si riferiscono solo al momento in cui vengono rilasciate. La Società non è tenuta ad aggiornarle alla luce di nuove informazioni o in vista di eventi futuri, salvo nei casi prescritti dalla legge. Le dichiarazioni previsionali comportano rischi e fattori di incertezza, la maggior parte dei quali è difficile da prevedere ed esula generalmente dal controllo della Società. I risultati o gli esiti effettivi potrebbero essere sostanzialmente diversi da quelli previsti dalle presenti dichiarazioni previsionali a causa di una serie di fattori, discussi per la maggior parte in dettaglio nella Relazione annuale della Società contenuta nel modello 10-K e in altre relazioni presentate alla Securities and Exchange Commission statunitense.

Redazione

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