di Federico Cirillo
Alla fine la beffa, temuta ma che per lunghi tratti sembrava scongiurata, è arrivata puntuale, precisa e dolorosa come le manganellate distribuite dalle forze dell’ordine agli studenti liceali che, riunitisi dalle 8 di mattina, erano scesi in strada per manifestare il loro dissenso contro l’ordinanza emessa dal sindaco per vietare cortei nel I municipio, dopo gli scontri del 15 ottobre.
“Armati” di libri, privi di caschi, estintori e san pietrini “a lunga gittata”, liceali e universitari avevano studiato il loro tragitto: arrivare alla stazione Tiburtina e, da lì, ripartire per “assediare” infine qualche ministero, attraversando il centro storico, sfidando il percorso vietato dal sindaco. Niente di pericoloso, dunque nonostante il suono del nome “book block” possa far ripensare a più duri scontri; unico scopo, custodito dai grandi scudi di cartone raffiguranti copertine dei classici della letteratura mondiale, la voglia di far sentire la propria voce, di alzare un forte “no” contro un’ordinanza che limita la circolazione del pensiero e l’associazione spontanea, seppur nascosta dietro una misura per la sicurezza. Ed è così che, come spesso accade, il modo migliore per esorcizzare scontri è quello di fermare ed osteggiare il corteo tramite nuovi scontri! Le forze dell’ordine, infatti, “scortano”, tra manganellate, schiaffi e cariche, i ragazzi fin sotto al ponte della Stazione Tiburtina, iniziando, secondo gli studenti, ad identificare chiunque si allontani o provi ad andarsene. Parte così la trattativa per far proseguire il corteo: arrivano esponenti politici (Marco Miccoli, segretario romano Pd, Paolo Masini, consigliere comunale Pd, il consigliere regionale di Sel Luigi Nieri, ed i senatori Vincenzo Vita del Pd e Stefano Pedica di Idv) che, dopo ben 6 ore di telefonate, offerte e controfferte, ottengono il permesso di far uscire gli studenti dal piazzale Tiburtino a gruppi di 30.
Una protesta che ha registrato, come risultato finale, un bilancio di ben 300 identificazioni – si stanno vagliando le singole posizioni e per una parte di loro scatteranno a breve le denunce; tra i reati si profilano quelli di manifestazione non preavvisata, danneggiamento e invasione di terreni ed edifici, inadempimento dell’autorità – oltre alle accuse di vari studenti ( “Mi hanno inseguito e schiaffeggiato”, “Hanno manganellato un 14enne”, “Siamo stati ostaggio delle forze dell’ordine, bloccati nel piazzale della stazione per non venire identificati”) e che ha spinto Alemanno a rispondere alla Cgil, espressasi a favore dell’inosservanza di un’ordinanza anti-cortei, cercando di mediare tra le parti tramite il raggiungimento di un accordo.
La tribolante manifestazione di ieri non esaurisce comunque la protesta: gli studenti, infatti, hanno già annunciato altre mobilitazioni per i prossimi giorni a partire dall’11 novembre, continuando poi il 17, giornata internazionale dello studente.


