di Emanuela Maria Maritato

“Sono stati quattro giorni densissimi di consultazioni e incontri, anche con la società civile, ma alla fine abbiamo mantenuto la promessa di avere la nuova giunta prima dell’incontro con Benedetto XVI”, ha esordito il sindaco Alemanno. Tra i licenziati spicca il nome di Umberto Croppi, vicino a Futuro e Libertà. Il testimone è stato affidato a Dino Gasperini, che resta anche delegato per il centro storico.
“Sono entrati due esterni molto qualificati, ne esce una squadra molto rafforzata rispetto al passato e abbiamo un nuovo slancio”, dice Alemanno. Che spiega: “Abbiamo raggiunto i due obiettivi: quello di una giunta più aperta alla società civile e quello di una giunta più radicata nell’assemblea capitolina”. Ma per il sindaco è fondamentale che questa «Fase 2» della sua amministrazione faccia “sentire ai cittadini gli effetti del lavoro che stiamo facendo”. Più pubblicità ai risultati ottenuti dunque.

Dente avvelenato per Fabio Rampelli, uno dei leader della famiglia ex An che ha visto silurata la sua protetta Laura Marsilio. Scontento anche Francesco Storace, che promette una mobilitazione della destra che non è entrata in giunta. Amaro in bocca anche per il ministro Giorgia Meloni: non ha visto esaudito il suo desiderio di far aumentare in giunta la quota rosa.

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