di Emanuela Maria Maritato
Dopo due anni e mezzo, dopo il caso Parentopoli e le polemiche che hanno scosso l’amministrazione, Alemanno scioglie la giunta. Il sindaco di Roma ha annunciato la decisione con un comunicato secco: in tre giorni, spiega Alemanno, saranno pronte le nuove deleghe. “E’ necessario lavorare per fare in modo che i nuovi progetti e i nuovi poteri di Roma Capitale vengano rapidamente calati sul territorio con una grande attenzione alla qualità della vita dei cittadini e dei quartieri”.
Il sindaco firma le due ordinanze con il ritiro delle deleghe nel pomeriggio, solo dopo aver consultato tutti i vertici del Pdl. In mattinata una riunione a Montecitorio con i capigruppo di Camera e Senato Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri. Al telefono i colloqui con Fabio Rampelli e Andrea Augello, che guidano due componenti del Pdl molto forti nella capitale.
E poi un incontro nel primissimo pomeriggio in Campidoglio con i coordinatori regionali e romani del partito e con il capogruppo Gramazio. Quindi l’annuncio: «Si è conclusa una prima fase del governo comunale che ha ottenuto importanti risultati – scrive in una nota Alemanno – Ora è necessario avviare un cambiamento della giunta che fissi per ogni assessore, le deleghe, gli obiettivi prioritari, secondo un preciso “cronoprogramma”». Ma la notizia spiazza tutti in Campidoglio.


