di Emanuela Maritato
Le Geminidi sono uno sciame meteorico annuale, sono attive dal 3 al 19 dicembre, col picco attorno al 13; sembrano partire da un radiante situato qualche grado nord/ovest della stella alpha della costellazione dei Gemelli; col passare dei giorni si sposta da nord/ovest verso est. La sua sigla internazionale è GEM.
Quando la Terra si trova in prossimità del nodo ascendente dell’asteroide Phaeton 3200 si possono contare circa 100 meteore ogni ora.
La velocità d’impatto di queste meteore con l’atmosfera è molto bassa, circa 35 km/s, la densità varia tra 1 e 3 gm/cc; è uno sciame giovane, le cronache riportano le prime osservazioni a partire da metà del 1800 con una frequenza di 20-30 meteore all’ora.
Il corpo progenitore delle Geminidi è stato scoperto solamente nel 1983, ma curiosamente non si tratta di una cometa, ma di un asteroide che si ipotizza possa aver avuto uno scontro oltre l’orbita di Marte e si stia trascinando dietro una nuvola di frammenti e polveri.
Ultimamente però questa ipotesi è stata contestata, infatti da osservazioni fatte sembra che 3200 Phaethon (il nome dell’asteroide) si sbricioli all’avvicinarsi al Sole; quindi si tratta di un asteroide roccioso o di una cometa?
La struttura è quella asteroidale ma l’orbita è quella cometaria; infatti essa è estremamente ellittica, dura 1,4 anni, passa all’interno dell’orbita terrestre che lo porta a 0,15 AU (unità astronomiche) dal Sole e nel dicembre 1997 passò a 0,31 AU dal nostro pianeta, all’avvicinarsi lascia una scia di una gran quantità di materiali e per questo molti astronomi sono giunti alla conclusione che si tratti di una cometa estinta che ha accumulato moltissime polveri e materiale roccioso che forma una crosta, ma al di sotto di questa persiste lo stato da cometa.
Questo sciame si sta evolvendo in maniera molto rapida e probabilmente si estinguerà fra meno di un centinaio di anni.
Dicembre è il mese delle Geminidi, lo sciame meteorico che interessa il nostro cielo tra il 3 ed il 19, con un picco che viene raggiunto, intorno al 12/13: la quantità e la brillantezza di queste Stelle cadenti, che sembrano provenire dalla Costellazione dei Gemelli, viene spesso paragonata a quella delle più celebri Perseidi di agosto.
Saranno osservabili, per lo più, nella seconda parte della nottata, a partire da mezzanotte e fino all’alba, per chi avrà il coraggio di sfidare le basse temperature a cui si andrà incontro con l’approssimarsi del Natale: proprio in quei giorni, oltretutto, il nostro astro si sarà completamente ritirato, offrendo il buio della Luna nuova che consente una maggiore visibilità per le meteore. Si tratterà di una buona occasione non soltanto per gli appassionati ma anche per gli studiosi, interessati a questo sciame relativamente giovane (le prime annotazioni relative al passaggio delle Geminidi risalirebbero alla metà del XIX secolo) e che, secondo gli esperti, sarebbe destinato a scomparire nel giro di un centinaio di anni.
Appena pochi giorni prima del picco delle Geminidi, un grande evento renderà ancora una volta protagonisti i cieli di dicembre: si tratta del passaggio dell’asteroide 4179 Toutatis. Questo corpo celeste dalla forma irregolare che porta il nome della divinità celtica della guerra, della fertilità e della ricchezza, “sfiorerà” nuovamente la Terra nei giorni 11 e 12 dicembre: con il suo passaggio ad “appena” 6.9 milioni di chilometri, sarà osservabile con l’ausilio di un telescopio, mentre sfreccia tra le Costellazioni dei Pesci e della Balena.


