È stato approvato ieri 30 novembre, dal Consiglio dei Ministri, il Decreto Legge che consente all’Ilva di Taranto di proseguire con la produzione, ma rispettando le prescrizioni dell’Aia. Secondo il Governo non c’è incompatibilità tra i provvedimenti adottati e quelli “di sequestro e confisca dell’autorità giudiziaria”.
Ma il gip del Tribunale di Taranto, Patrizia Todisco, ha respinto l’istanza di dissequestro degli impianti dell’area a caldo del siderurgico presentata la scorsa settimana alla Procura di Taranto dal presidente Bruno Ferrante e l’avvocato del gruppo Marco De Luca.
Nella serata di ieri il segretario dell’Associazione magistrati (Anm), Maurizio Carbone ha dichiarato: “Prendiamo atto che il governo, di fronte ad una situazione complessa e con gravi ripercussioni occupazionali, si è assunto la grave responsabilità di vanificare le finalità preventive dei provvedimenti di sequestro emessi dalla magistratura e volti a salvaguardare la salute di una intera collettività dal pericolo attuale e concreto di gravi danni”.
“Qualcuno l’ha chiamato ‘decreto salva-Ilva’ ma io parlerei di decreto ‘salva ambiente, salute e lavoro’. Abbiamo una creatura blindata dal punto di vista della sua effettiva applicazione” ha dichiarato Mario Monti ed ha aggiunto “Non c’è bisogno di rivolgere appelli affinché il decreto non sia impugnato. Abbiamo posto grandissima attenzione di compatibilità alla Costituzione”.
Si legge sul Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 56 del 30/11/2012:
“Il decreto è il risultato di un approfondito processo di consultazione e confronto tra il Governo, le amministrazioni e i soggetti privati coinvolti. […]Il rilascio a ottobre da parte del Ministero dell’Ambiente dell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) ha anticipato gli obiettivi fissati dall’Unione europea in materia di BAT – best available technologies (tecnologie più efficienti per raggiungere obiettivi di compatibilità ambientale della produzione) di circa 4 anni. Con il provvedimento odierno all’AIA è stato conferito lo status di legge, che obbliga l’azienda al rispetto inderogabile delle procedure e dei tempi del risanamento. Qualora non venga rispettato il piano di investimenti necessari alle operazioni di risanamento, il decreto introduce un meccanismo sanzionatorio che si aggiunge al sistema di controllo già previsto dall’AIA.
Il decreto di oggi mira a garantire la continuità produttiva e la salvaguardia dell’occupazione presso lo stabilimento di Taranto, nel pieno rispetto delle fondamentali esigenze di tutela della salute e dell’ambiente, imponendo lo scrupoloso rispetto di tutte le prescrizioni adottate dalle autorità amministrative competenti. Si stabilisce che la società ILVA abbia la gestione e la responsabilità della conduzione degli impianti e che sia autorizzata a proseguire la produzione e la vendita per tutto il periodo di validità dell’AIA. L’ILVA è tenuta a rispettare pienamente le prescrizioni dell’autorizzazione ambientale. I provvedimenti di sequestro e confisca dell’autorità giudiziaria non impediscono all’azienda di procedere agli adempimenti ambientali e alla produzione e vendita secondo i termini dell’autorizzazione.
Si prevede poi che la società mantenga la gestione e la responsabilità della conduzione degli impianti dello stabilimento di Taranto, anche ai fini dell’osservanza di ogni obbligo di tutela sanitaria e ambientale.
Il decreto introduce la figura del Garante della vigilanza sull’attuazione degli adempimenti ambientali e di tutte le altre disposizioni del decreto, che sarà nominato con un successivo provvedimento. Il Garante acquisirà dall’azienda, dalle amministrazioni e dagli enti interessati le informazioni e gli atti ritenuti necessari, segnalando al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Ambiente le eventuali criticità riscontrate nell’attuazione del risanamento e dell’Aia e potrà proporre le misure idonee, tra le quali anche provvedimenti di amministrazione straordinaria.
Ogni sei mesi il Ministro dell’Ambiente riferirà alle Camere lo stato di attuazione dell’Aia e del piano di ambientalizzazione.”



