Monsieur David stupisce con un libro che illumina mente e cuore nella danza dell’umanità

Reduce del Premio alla Cultura Romano Mussolini, conferito il 18 luglio scorso per l’impegno umano profuso nel suo lavoro, il performer Monsieur David torna a far parlare di sé con il suo primo libro illustrato “Anche la matita se n’è accorta. Esercizi per non estinguersi”. Edito da Pasquale D’Arco Editore e con la prefazione di Antonio Rezza, l’opera è inserita in un futuro trittico destinato a raccogliere l’eredità di un pensiero innovativo e stravolgente. Il tema centrale di questi esercizi illustrati è la capacità dell’individuo di creare la propria realtà, di non accettare il mondo così com’è, ma rileggerlo, riscriverlo, trasformarlo.
Attraverso le immagini, il lettore è portato a riflettere e osservare: un esercizio che sembra semplice, ma che oggi — in una società distratta, iperconnessa e priva di contatto — è diventato rivoluzionario.
“Se guardo una spina di ricarica del telefono” — dice Monsieur David — “posso intuire che in quella casa vive qualcuno che ha un cellulare. L’oggetto mi racconta una presenza, una relazione. Ma per coglierlo, devo guardare. E ascoltare.”
Un libro che non nasce da un vezzo artistico, ma da un’urgenza espressiva: quella di lasciare un segno e spiegare, su carta, la sua visione del mondo, il suo linguaggio e ciò che da sempre lo muove.
“Mi sono accorto che la mia missione profonda non era stata compresa fino in fondo,” — racconta l’attore — “per questo ho sentito il bisogno di lasciare un segno diverso, più duraturo e chiaro: un libro.”
Il risultato è un’opera intensa e stratificata, che fin dal titolo “Anche la matita se n’è accorta…” evoca un approccio sensibile, poetico e sovversivo allo stesso tempo. È una chiamata a rivedere il nostro modo di vivere e a capovolgere lo sguardo.
Non si tratta solo di un libro illustrato. È un invito alla presenza, uno strumento per riattivare la relazione tra osservazione, pensiero e creazione. “È un libro per gli amanti dell’arte e dell’illustrazione in bianco e nero” — spiega Monsieur David — “ma ha almeno tre funzioni distinte”.
Scorrendo tra le pagine, le immagini in cui ci si immerge sono potenti, spesso emotivamente destabilizzanti. Raccontano posture, gesti, relazioni, sguardi, parole talvolta celate. Accanto ad essi gli aforismi — brevi lampi di significato che aiutano il lettore a orientarsi nel messaggio dell’immagine — tessono i fili non solo di una bellezza visiva, bensì di una vibrazione narrativa che scuote e invita a guardarsi dentro.
Ogni immagine è seguita da una pagina bianca, su cui si legge “Scrivi la tua storia”: un gesto preciso atto a restituire potere al lettore, trasformandolo in autore della sua stessa vita. “Se tu riesci a intuire la direzione di una storia anche solo osservando un’immagine sei un uomo vivo. Se cogli anche il finale scorrendo tra le immagini sei una divinità!” si legge nelle prime pagine del libro. Un allenamento alla presenza, all’immaginazione, alla libertà creativa. Un mònito a ritagliarsi del tempo, oltre la frenesia della vita quotidiana, per provare a riconnettersi con la propria parte più autentica e a sentire il proprio io interiore.
La spiccata sensibilità e l’empatia di Monsieur David si coniuga anche con la volontà di portare, un giorno, il libro nelle scuole di teatro, nelle accademie, nei laboratori di scrittura per stimolare creazioni sceniche, improvvisazioni drammaturgiche o riflessioni tematiche che possano spingere i lettori anche a prendere coscienza di un ritorno al ‘qui e ora’.
Lasciandosi fluire in questo viaggio all’interno del sé più profondo, ci si può imbattere in immagini che parlano anche del nostro presente post-Covid, segnato dall’isolamento, dalla perdita del contatto, dalla rarefazione del dialogo umano. Sotto la superficie visiva, il libro è una riflessione sul rischio di diventare ciechi davanti alla realtà e disumanizzati.
Nel finale, un’immagine mostra un cyborg che accompagna un anziano. Il messaggio resta aperto, ambivalente: la tecnologia è un’alleata dell’uomo oppure è una minaccia che rischia di trasformarsi in uno strumento di eliminazione dell’umano?
Il lettore è chiamato a scegliere, a vedere, a rispondere.
Curato nei minimi dettagli, a partire dalla copertina che presenta un’immagine altamente significativa, il potenziale del libro non si esaurisce, dunque, nella mera lettura: stimola, scuote, accende, accompagna e chiede partecipazione. È il primo passo di un percorso più ampio, sia esso artistico, educativo, spirituale. Le parole e i pensieri si uniscono in una danza poetica e la matita diventa protagonista silenziosa di un racconto che parla di tutti noi.
L’autore condividerà questa sua ultima grande opera in giro tra incontri, laboratori, confronti con il pubblico, nel segno di un lascito artistico destinato a risuonare oltre tempo: di fronte alla freneticità della vita, al progresso tecnologico incalzante e a un mondo estremamente iperconnesso, Monsieur David ci spinge a metterci in azione, a mantenere un dialogo autentico con il proprio bambino interiore — senza smarrirlo o dimenticarlo — e a costruire un ponte verso l’altro, così da ritrovare quell’umanità perduta.
“Attraverso l’immagine, possiamo tornare a connetterci con ciò che ci circonda, con gli altri e con noi stessi. E forse con la parte divina che è sopita in ciascuno.”