di Chiara Cristina Lattanzio

Nel pomeriggio di ieri, 20 novembre 2012, è stato arrestato per violenza sessuale e concussione il cappellano del carcere di San Vittore dal 1997, don Alberto Barin. Accusato da sei detenuti stranieri di età compresa tra i ventidue e ventotto anni.

Le violenze sono documentate dai video di due telecamere che inquirenti ed investigatori avevano piazzato nell’ufficio e nell’abitazione del cappellano.
Donato Capece, segretario del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, ha dichiarato: “La presunzione d’innocenza vale per tutti. È una notizia terribile quella dell’arresto con l’accusa di violenza sessuale e concussione di don Alberto Barin. Ci sconvolge perché, in 17 anni di esercizio spirituale a San Vittore, non risultano mai pervenute segnalazioni rispetto alle gravi accuse formulate a suo carico”.
Siamo ormai un popolo troppo stanco e insensibile a qualsiasi cosa. Un terreno fertile per il disamore, il disinteresse, la corruzione, i non-valori, il male… “E chi, sano di mente, potrà mai negare che il XX secolo è stato interamente mio?” (‘L’Avvocato del diavolo’ di Taylor Hakford – 1997).
Proprio nella Repubblica Italiana, Stato che custodisce in sé lo Stato della Città del Vaticano.
Proprio un sacerdote che dovrebbe riportare chi sbaglia sulla retta via.
Il giorno della SS. Messa di Natale del 2010, in occasione della visita de cardinal Tettamanzi, proprio don Alberto Barin diceva: “Il carcere, ancora una volta, è il parcheggio, deposito, la discarica di tutti i problemi sociali. Si viene arrestati per pochissime… per reati minimi: un tentato furto, una tentata rapina, l’essere straniero, l’essere fuori vagabondo per le strade, problemi di sopravvivenza.
In realtà in carcere ci sono i poveri.
Per questi poveri penso che il carcere non sia certo la soluzione migliore visto che poi verranno vomitati dalla struttura e si ritroveranno ancora sulla strada, sulla panchina o sotto un ponte.”
Gli abusi di ogni genere sono ormai all’ordine del giorno in ogni settore e gradino sociale.
“E così si adempie per loro la profezia di Isaia che dice: Voi udrete, ma non comprenderete, guarderete, ma non vedrete. Perché il cuore di questo popolo si è indurito, son diventati duri di orecchi, e hanno chiuso gli occhi, per non vedere con gli occhi, non sentire con gli orecchi e non intendere con il cuore e convertirsi, e io li risani.” (Mt. 13, 14-15).

 

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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