“Futuro matematico”, il nuovo singolo della band P.A.O. uscito il 7 marzo, è un viaggio introspettivo dal carattere universale. Ricco di suggestioni filosofiche che evocano la purezza di una vitalità che rischia di scomparire a seguito dei costanti input del mondo digitale, il brano vuole essere un monito per gli ascoltatori e un elogio alla fragilità, all’essenza dell’essere umano, alla purezza della vita e delle relazioni.

Quando e come nasce la band P.A.O.?
“Il progetto nasce dall’incontro con il batterista Gianfilippo Invincibile, anche se un ruolo fondamentale l’ha avuto senz’altro Filippo Gatti – produttore artistico dell’album “A cuore aperto”. Insieme abbiamo iniziato a ragionare sul nostro secolo dove predomina l’io a discapito di un noi che cerchiamo di riscoprire con la nostra musica.”
Perché il titolo “Futuro matematico”?
“Futuro matematico è una riflessione su questa età che stiamo vivendo, dove si pensa che anche per trovare un compagno di vita ci si debba affidare a logiche virtuali, concependo lo stesso amore in uno schema prefissato. Il messaggio che vogliamo trasmettere è, infatti, l’importanza di trovare quel varco, come affermava Montale, al fine di scoprire la nostra umanità e ritornare alla vita umana reale.”
Al giorno d’oggi, com’è possibile ritrovare quel varco di cui parlava Montale?
“Il mio consiglio è quello di utilizzare i mezzi di comunicazione nel modo giusto, uscire e vivere i concerti dal vivo, aprirsi alla vita e vivere appieno le emozioni. Noi il 3 aprile suoneremo dal vivo, in maniera molto spontanea e diretta, tutto quello che succede avviene a contatto col pubblico. Dobbiamo goderci il momento presente, Seneca diceva che non è vero che non abbiamo tempo ma, in realtà, non sappiamo usarlo al meglio.
Stiamo perdendo il valore della noia, della sensibilità e della creatività. Si stanno sgretolando i rapporti e le emozioni in questa specie di futuro distopico.”
Pensi che i cambiamenti e il progresso accelerato abbiano influenzato l’autenticità delle relazioni umane?
“Sì, tantissimo. Basti pensare ai social e alle immagini che troviamo dappertutto: sono solo vincenti e sorridenti e non vengono raccontate le fragilità, le ansie, le paure e i momenti più intimi perché si ha il timore di mostrarsi umani.
Ed è proprio ragionando su questi temi che nasce il progetto P.A.O. e che significa “Pulsazioni d’anime oneste”, laddove onestà è riferito alla poesia onesta di Umberto Saba il quale diceva che bisogna raccontare le cose così come sono, senza false retoriche. Noi abbiamo raccontato il disco in presa diretta, lasciando le imperfezioni che rendono singolare l’opera nella sua autenticità, per mantenere l’energia e la verità del momento.”
Il brano rimanda anche al concetto di “modernità liquida” di Bauman: quanto la musica può ancora essere una solida àncora di salvataggio nel turbinio dei cambiamenti della vita?
“Se parliamo di musica suonata insieme per il puro piacere, la musica rimane un’àncora solida, è un linguaggio universale, così come lo è la matematica. Se, invece, si passa ad usare programmi ed espedienti per fare musica, quest’ultima si tramuta in qualcosa di non autentico, privandoci della bellezza insita in essa. Come dice Dostoevskij, la bellezza salverà il mondo e io credo che essa risieda proprio nella bellezza dello stare insieme e della condivisione di momenti puri.”
“Futuro matematico” è ricco di immagini visive che rimandano al concetto di vitalità, basti pensare all’evocazione dell’alba. Che significato ha?
“L’alba rimanda all’inizio di un nuovo giorno. L’album, tra l’altro, si chiude con un nuovo inizio, con la primavera raccontata attraverso il canto degli uccellini.”
