MO, C.Sciuto (MicroMega): “Presidente Associazione Setteottobre taccia di antisemitismo chiunque non si allinea a Israele. E’ strumentale. Obbiettivo di Netanyahu? Guerra perenne per congelare accuse a suo carico”
“Stefano Parisi cita il mio giornale come divulgatore di informazione antisemita? Devo dire che la dichiarazione fatta era sporadica ma altrettanto grave e non utile ad alimentare un dibattito basato sui fatti. La tesi di Parisi e di chi la pensa come lui è quella che chiunque non si allinea alla narrazione fatta da Israele sul conflitto palestinese è filo-Hamas, ma queste sono accuse indegne che respingiamo. A Parisi basterebbe leggere realmente Micro Mega per evitare queste dichiarazioni, la sua è semplicemente un’accusa strumentale volta a chiunque abbia assunto posizioni critiche verso Israele, a seguito della sua reazione ai fatti del 7 ottobre. Chiunque è accusato di antisemitismo, da chi aggredisce i tifosi Israeliani ad Amsterdam a chi si limita a criticare, anche argomentando, le scelte di Israele. Tutti vengono messi in un calderone strumentale al solo scopo di blindare Israele dalle critiche”. Queste le parole di Cinzia Sciuto, direttrice di Micro Mega intervenuta a ‘Primo Piano’, trasmissione condotta da Aurora Vena in onda sui canali 122 e 234 del dtt, in merito alle parole pronunciate dal presidente dell’associazione ‘Setteottobre’,Stefano Parisi, che aveva accusato il suo giornale di antisemitismo. E prosegue “mi preme dire che, lasciando da parte il mio giornale, è evidente come su tutti i quotidiani nazionali stiano molto attenti a non disturbare troppo la versione fornita da Israele, e questo succede dall’inizio. D’altronde tutti i paesi sono tuttora a sostegno di Netanyahu con in testa gli USA, che dall’inizio tentano di mitigare solo a parole la violenza spropositata ed eclatante di Israele ai danni dei palestinesi. Questo nonostante-precisa- avrebbero tutti gli strumenti concreti necessari da utilizzare per mitigare l’approccio Israeliano, che però non usano. Parlo della sospensione della fornitura di armi a Israele che Biden aveva anche minacciato, ma che non è stata effettuata nonostante Israele avesse violato il diritto internazionale, e che quindi secondo i trattati l’America aveva tutto il diritto di sospendere. Da questo punto di vista non mi aspetto nulla di più dall’amministrazione Trump, se non in peggio” dichiara Sciuto.
La giornalista si sofferma poi sull’approccio politico del premier Netanyahu in campo bellico, asserendo “Io credo che Netanyahu abbia voluto allargare il conflitto il Libano soprattutto per distogliere l’opinione pubblica dall’anniversario del 7 ottobre, un evento tragico che ha portato alla barbarica uccisione da parte di Hamas di cittadini israeliani, ebrei e non solo. Ma soprattutto è stata anche la debacle evidente del sistema di sicurezza israeliano che ancora gli viene rinfacciata. Il tema però-spiega- è che nessuno sa per certo oggi quale sia l’obbiettivo di Netanyahu, forse nemmeno lui. L’unico suo proposito concreto è quello di instaurare una guerra permanente, alla ricerca di un nuovo nemico ogni volta per rimanere nello stato di guerra, perché altrimenti dovrebbe rispondere di tutti i processi che pendevano a suo carico prima del conflitto, e di una forte opposizione interna nel suo paese che non ha gradito le sue riforme antidemocratiche. Questa situazione gli permette di congelare tutte le accuse a suo carico, che dovrebbero invece trovare una soluzione a guerra finita”.
Sciuto termina il suo intervento commentando il possibile ulteriore allargamento del conflitto mediorientale in Iran “credo che questo sia un tema ancora più complesso, in quanto coinvolge strettamente gli USA. Tutto era congelato fino all’elezione del presidente americano, ma lo sarà formalmente fino a gennaio, quando Trump si insedierà. Nel frattempo Biden nei mesi restanti cercherà di fare il possibile, ma Trump già si sta muovendo. Sono convinta- dichiara- che con lui non si avrà una svolta umanitaria di alcun genere, anche perché ha dichiarato più volte che Israele deve finire il lavoro. La mia opinione è che Trump cercherà in qualche modo di costituire uno stato palestinese fantasma, che gli permetta di rimettere in piedi gli accordi di Abramo con i paesi arabi tramite questo feticcio, che è poi ciò che gli interessa” , conclude Sciuto.