La redazione di VentoNuovo è lieta di intervistare Irene Antonucci, attrice e autrice de’ “La comunicazione dell’artista vincente“, un libro che va oltre l’ambito artistico per abbracciare temi di crescita personale e di consapevolezza. Memore dei suoi percorsi di crescita personale, l’autrice si interroga, con sguardo curioso e consapevole, su come i suoi insegnamenti possano supportare le generazioni presenti e future, offrendo strumenti atti ad affrontare le sfide del quotidiano. Lungi dall’essere un libro autoreferenziale e limitato a un certo target, non si limita a parlare del mondo dello spettacolo ma esplora, con coraggio e profondità, l’essenza dell’essere umano, toccando aspetti universali che possano ispirare lettori di ogni genere.
In questa intervista scopriremo il suo approccio all’arte della comunicazione, la sua ricerca incessante dei lati nascosti e manifesti dell’essere umano e il desiderio di trasformare la propria esperienza in un ponte di crescita per tutti.

Partiamo da questa tua nuova e prima pubblicazione: cosa ti ha spinto a scrivere “La comunicazione dell’artista vincente”? C’è stato un evento specifico che ti ha ispirato la scrittura di questo libro?
“Ho sempre sentito la necessità di riuscire a dare un contributo concreto agli artisti. In un mondo in cui bisogna essere in grado di emergere in un clima pregno di tanta competizione, io ho avvertito la necessità di dare consigli che, già da tempo, dispensavo attraverso i canali social. Ma recentemente c’è stato un momento in cui mi sono chiesta come avrei potuto implementare questa mia missione. Da qui è nata l’idea del libro, che non è altro che il culmine di un progetto più ampio, iniziato sui social.”

Come definisci la vera essenza di questo linguaggio della comunicazione dell’artista vincente? Di cosa parli precisamente e in che modo, secondo te, differisce l’idea che tu vuoi trasmettere nel libro rispetto alla tipologia di comunicazione che vige nell’odierno panorama dell’arte?
“Credo sia un approccio differente. Ho notato che nella formazione delle Accademie manca l’opportunità di far capire all’artista come reinventarsi ogni giorno, affrontare i momenti di stress e di down, trovare il proprio agente e comunicare perché, in realtà, ognuno è content creato di se stesso. È fondamentale, dunque, trasmettere l’importanza di essere presenti e di fare comunicazione per se stessi. Ognuno è artefice di se stesso e in grado di vendere il miglior prodotto di sempre, cioè se stesso.”

Il libro è rivolto solo all’artista oppure ha un target più ampio, includendo diversi tipi di lettori che possono trarre beneficio dai tuoi insegnamenti?
“Sicuramente il libro è rivolto agli artisti ma io mi riferisco all’artista a tutto tondo che non è soltanto l’attore emergente ma anche il regista che deve svecchiarsi dalla mentalità del cineasta retrò e aprire un po’ la mente e gli orizzonti; inoltre, il lettore può essere anche una persona che abbia voglia di implementare la propria comunicazione e di vincere con essa. Quindi il destinatario è chiunque voglia conoscere quale tipo di comunicazione vige all’interno del proprio settore, per chi vuole migliorare la propria comunicazione e motivazione. In questo libro si parla anche di motivazione con un approccio quantico, rivolto all’energia universale e alle modalità per attrarla, mantenerla e manifestarla. È un libro aperto a tutti.”

Si tratta del tuo primo libro: come è stato l’approccio al processo di scrittura? Hai affrontato delle difficoltà?
“A me è sempre piaciuto scrivere. Ammetto che scrivere una sceneggiatura è diverso dallo scrivere un libro. Io mi sono sentita investita di una grande responsabilità nei confronti del lettore che, di base, è una persona che ha quel quid in più, perché colui o colei che si approccia in modo romantico alla lettura sa che sulla carta esiste quella bellezza, quella purezza, quella riscoperta e consapevolezza di quanto sia imporatnte lavorare su se stessi. Credo, infatti, che sia molto importante promuovere e mantenere l’abitudine alla lettura. Successivamente potrei produrre un eBook ma in questo momento, per me, era importante mantenere vivo il valore della carta perché avere tra le mani un prodotto fisico è una realizzazione personale meravigliosa. Ho cercato di immaginare il viaggio nella lettura attraverso le sensazioni e le emozioni che ho voluto risvegliare sottolineando l’approccio alla cultura attraverso questo libro che prende le mosse dal corso di “Comunicazione Vincente: Il Corso per Affermare la Tua Identità Artistica” che si trova in questo momento online sul mio profilo Instagram con uno sconto del 50%.“

Come pensi che questo libro si integri con la tua carriera di attrice?
“Premetto che in questo momento mi sto trasferendo in Italia e, dunque, penso che tutte le cose che ho appreso in Sud America mi abbiano dato l’opportunità di acquisire una nuova consapevolezza e di portare nel mio paese tutto quello che ho imparato. Voglio fare presentazioni di libri, diffondere il mio corso come masterclass nelle Accademie perché credo sia importante trasmettere un sapere e una prospettiva diversa e vissuta nel mondo. Integrare la parte di coaching con l’arte ed essere un punto di riferimento con un background internazionale – fatto di percorsi di crescita personale, di fisica quantica, di mantra e tanto altro – mi ha permesso di trasferire tutto ciò sia nella mia vita personale sia in quella professionale. Sono convinta che la nostra vita proceda per cicli, infatti ci sono dei cicli che iniziano, fanno il loro percorso e si chiudono.”

Se dovessi riassumere il libro in pochissime frasi, quale sarebbe la lezione che vuoi trasmettere al lettore?
“Nell’introduzione del libro c’è una frase molto bella che recita: “Se fai del centro del mondo te stesso poi ogni posto sarà il centro del tuo mondo”. Questa è una specie di metafora che mostra come, se si ha ben chiara la propria missione e il modo in cui comunicare una visione senza perdere il focus, in qualunque posto ci si trovi si può compiere la propria missione perché l’energia parte da dentro e tutto quello che si attrae nella vita parte da noi stessi. Come dice Nelson Mandela, la paura non deve cessare di esistere ma arriva un momento in cui bisogna compiere quel salto nel vuoto con coraggio.
In questo continuo stato di incertezza e di precarietà ci si dimentica di vivere il momento presente e, invece, dovremmo imparare a vivere con questa condotta, che è anche il mood del mio libro.”

Ti piacerebbe continuare a scrivere?
“Assolutamente sì. Ho diversi progetti nel cassetto, tra cui una specie di autobiografia che, con un tono didascalico, attraversa i passi della vita e varie sceneggiature. Inoltre, mi piacerebbe trasformare alcune sceneggiature in romanzi che poi possono essere sottoposti a una trasposizione cinematografica.”