Disabili e familiari ma anche giornalisti e politici per sostenere l’occupazione della Croce Rossa a via Ramazzini. La paura è che i continui tagli sulle contribuzioni alla struttura, già in netta difficoltà, porti i familiari ad essere costretti a portarsi via i familiari gravemente disabili. Stiamo parlando di una struttura che ospita, oltre coloro che effettuano le cure in giornata, anche disabili in regime di semiresidenzialità ed a lunga degenza. Il debito accumulato in questi anni da parte del Comitato provinciale di Roma della Cri potrebbe portare alla chiusura con conseguente parziale spostamento dei ricoverati in altre strutture gestite dal Servizio Sanitario Regionale. Ma a ciò si oppongono i familiari dei ricoverati perché non vogliono che i loro ragazzi siano traumatizzati da un tale cambiamento. “I disabili gravi non possono essere considerati come pacchi da “ricollocare” a piacimento di chicchessia, dichiara la segretaria del Lazio di Assotutela Sara Lauricella, in strutture magari lontanissime e difficili da raggiungere, senza contare che il cambiamento ed il reinserimento per persone con tali difficoltà è notevolmente più difficile che per un normodotato. Cambiar vita, personale che li assiste, reintrecciare i rapporti umani esistenti non è impresa semplice per nessuno”. I familiari andranno avanti ad oltranza nell’occupazione per sapere se la struttura chiuderà, se si intende proseguire nel progetto “Dopo di noi” (luogo e servizi di assistenza a disabili gravi dopo che la famiglia non è più in grado di assisterli) che è rimasto fermo e non prende vita, per avere chiarezza su cosa si intende fare con la struttura e con i ricoverati. Vogliono segnali e risposte concrete a tali interrogativi nel frattempo hanno iniziato dal reparto Archimede… e non vanno via….


