Il 29 luglio 1836 veniva inaugurato l’Arco di Trionfo a Parigi, fortemente voluto da Napoleone Bonaparte per celebrare la battaglia di Austerlitz e le grandi vittorie francesi.
In occasione delle attuali Olimpiadi, tale monumento assume un ruolo ancora più importante in termini di simbolo di una delle tante bellezze che circondano l’atmosfera sognante parigina, assieme ad altri monumenti come l’iconica Tour Eiffel, Notre Dame, il Grand Palais e i musei dei grandi pittori e scultori che hanno fatto di Parigi il perno delle loro ispirazioni artistiche.
La nascita dell’Arco di Trionfo si interseca con il volere di Napoleone di creare un percorso che potesse illustrare i luoghi più importanti sino a giungere al celeberrimo museo del Louvre e alla prestigiosa Piazza della Bastiglia. Inoltre, trovandosi in un punto nevralgico garantisce un panorama mozzafiato per tutti coloro che si accingono a visitare la città, trovando una prospettiva dall’alto del tutto spettacolare e inimitabile.
La costruzione dell’opera si deve all’architetto Jean Chalgrin ed è stata portata a termine solo alcuni anni dopo la morte di Napoleone Bonaparte.
Tuttavia, la stessa realizzazione ha subito numerose interruzioni, soprattutto in seguito alla scomparsa del suo architetto ideatore e durante il periodo della Restaurazione.
Grazie alla decisione di Luigi Filippo I di portare avanti la volontà di Napoleone, il concepimento dell’Arco – ispirato, tra l’altro, all’Arco di Tito di Roma – vide ben presto la luce, consacrandosi come uno dei Monumenti Storici della Francia capace di ricordare e celebrare le gesta gloriose dei francesi.
Oltre ad essere il secondo arco di trionfo più grande al mondo dopo quello della Corea del Nord, presenta numerosi rimandi alla tradizione storica-culturale, basti pensare ai riferimenti ai nomi dei generali francesi, alla presenza della tomba del Milite Ignoto, alle sculture concernenti il Trionfo di Napoleone del 1810 di Jean-Pierre Cortot,tutti esempi della maestosità di un monumento che, ad oggi, è impreziosito anche dagli Agitos, simboli dei Giochi Paralimpici di quest’anno e della grandezza della città dal punto di vista mondiale.
